Denise Cosco, don Ciotti: «Potrebbero esserci altre persone che non ce la fanno più»
Il fondatore di Libera interviene a Crotone durante la celebrazione in memoria della figlia di Lea Garofalo: «Non possiamo lasciare soli i testimoni di giustizia davanti al peso delle loro esperienze»
Una celebrazione religiosa nella chiesa dell’Immacolata di Crotone per ricordare Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa nel 2009 dopo essersi ribellata alla ’ndrangheta. Alla cerimonia, voluta dalla Diocesi di Crotone-Santa Severina, ha partecipato anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà vissute da chi decide di opporsi ai contesti mafiosi. «In Italia potrebbero esserci altre Denise», ha affermato, riferendo di messaggi ricevuti da persone che manifestano una profonda sofferenza. Sulla morte della 35enne sono in corso accertamenti della Procura di Velletri, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio.
Ciotti: «Esiste anche una violenza mafiosa differita»
Secondo don Ciotti, le conseguenze della violenza mafiosa possono continuare a pesare sulle persone anche molti anni dopo i fatti. Il fondatore di Libera ha parlato di una forma di violenza “differita”, capace di incidere nel tempo sulla vita di chi ha vissuto esperienze traumatiche. Ha precisato che Denise non era stata abbandonata dalle istituzioni e che lo Stato le era stato vicino attraverso persone competenti e attente, ma ha invitato a interrogarsi sulla necessità di un accompagnamento continuo per i testimoni di giustizia. «Non possiamo chiedere loro di sacrificare la propria vita per il bene comune e poi lasciarli soli a fare i conti con i propri fantasmi», ha sottolineato.
L’appello a istituzioni e società civile
Durante la messa, l’arcivescovo Alberto Torriani ha ricordato il coraggio dimostrato da Denise quando, ancora molto giovane, decise di testimoniare sulla morte della madre. Don Ciotti ha invece rivolto un appello non soltanto alla politica, ma anche ad associazioni, movimenti, Chiesa e cittadini, chiedendo maggiore attenzione verso le persone che affrontano le conseguenze di scelte così difficili. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, il procuratore della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio, il procuratore di Crotone Domenico Guarascio e la senatrice Enza Rando.