Flavio Stasi in piazza
Flavio Stasi in piazza

​«Vi assicuro che quelli che sono passati sono stati i giorni più lunghi e più bui della mia vita. Se non ci fosse stata questa fiducia, questa vicinanza, non so se avrei avuto la stessa forza, sinceramente». Flavio Stasi torna davanti alla sua gente dopo la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto. Lo fa in piazza Bernardino Le Fosse, a Rossano Scalo, davanti ai cittadini riuniti per manifestargli solidarietà, in un appuntamento nato spontaneamente quando ancora non era certo che il sindaco potesse essere presente.

​«Questo non è un comizio», chiarisce subito. È piuttosto «un grande abbraccio», quello di una città che nei giorni più difficili non ha fatto mancare il proprio sostegno. «Ero abituato a testarla per la strada, nei luoghi pubblici, guardando negli occhi le persone», racconta riferendosi alla fiducia dei cittadini. Questa volta ha potuto soltanto leggere i messaggi che gli arrivavano.

​Il rapporto con la giustizia e la storia politica

​Poi Stasi affronta il punto più delicato, quello del rapporto con la magistratura antimafia. E lo fa senza lasciare spazio a equivoci: «Quello che ho detto anche in quei momenti bui è che noi eravamo e siamo e saremo sempre contenti quando lo Stato e la Procura antimafia agiscono sul nostro territorio e quando lo Stato agisce contro la criminalità organizzata. E questo lo dobbiamo ribadire con chiarezza, senza ambiguità».

​Il sindaco rivendica la propria storia politica e amministrativa, ricordando che la lotta alla criminalità organizzata ha sempre rappresentato un punto fermo della sua azione. «Nella mia vita io ho sempre detto con chiarezza da che parte stavo. Perché questa città ha sempre deciso da che parte stare e lo ha fatto anche quando mi ha scelto come sindaco per due volte consecutive».

​La solidarietà bipartisan e i messaggi stonati

​Non manca il ringraziamento alla comunità di Corigliano-Rossano, che definisce unita nell'esprimergli fiducia e vicinanza, ma anche ai tanti sindaci calabresi che gli hanno manifestato solidarietà. E c'è spazio pure per un riconoscimento politico che supera gli schieramenti: «Ci sono stati dei messaggi bipartisan, lo voglio dire anche da parte del presidente della Giunta regionale. È arrivato un messaggio chiaro». Il riferimento è a Roberto Occhiuto.

​Ma non tutti hanno manifestato la stessa vicinanza. Stasi parla di due interventi che evidentemente non ha dimenticato. «Sono stati pochi i messaggi stonati, a dire la verità. Probabilmente sono stati due». E proprio a quei due riserva la parte più dura del discorso: «Non hanno provato a diffamare una persona, perché di fatto di questo si tratta. Hanno provato a diffamare una comunità e una regione intera con le loro parole».

​La stoccata ai detrattori e il lavoro amministrativo

​Il sindaco non fa nomi, ma promette di tornare sull'argomento. «Poi ci sarà il tempo di dargli qualche lezione di come all'interno degli enti comunali, e non parlo solo di quello di Corigliano-Rossano ma di quello che fanno tanti sindaci di questo territorio della Calabria, di come si fa l'antimafia tutti i giorni, con gli atti amministrativi, con la lotta quotidiana».

​E rincara la dose: «Cose che loro non hanno mai fatto in vita loro perché non hanno la più pallida idea di che significa governare un Comune, di farlo a testa alta, di farlo in maniera onesta, pulita e lottando quotidianamente contro la criminalità organizzata». Una risposta che Stasi estende alla difesa del lavoro quotidiano dei suoi colleghi amministratori.

​L'interrogatorio e la fiducia nelle istituzioni

​Nel suo intervento trova spazio anche un riferimento diretto all'interrogatorio sostenuto dopo il coinvolgimento nell'inchiesta. «Noi quando siamo andati all'interrogatorio lo abbiamo fatto non dicendo niente di strano, niente di particolare. Insieme agli avvocati abbiamo deciso semplicemente di dire le cose come stavano e tutto quello che avevamo fatto, non in generale contro la criminalità organizzata, ma contro le cosche che erano parte dell'operazione Ginestra».

​Stasi ribadisce dunque la fiducia nella magistratura e nelle istituzioni, senza rinunciare a rivendicare le iniziative assunte dalla propria amministrazione contro la criminalità organizzata. «Noi continuiamo ad avere fiducia nelle istituzioni e anche nella giustizia, come l'abbiamo sempre avuta».

​Il futuro amministrativo e il ringraziamento finale

​Quanto al futuro, nessuna intenzione di cambiare strada. Il sindaco racconta di non essere tornato subito in Comune perché aveva bisogno di riassestarsi dopo quanto accaduto. Ma respinge le ipotesi di un cambiamento politico: «Qualcuno dice: adesso si modifica il percorso politico. Non si modifica niente, perché abbiamo un sacco di cose da fare, abbiamo un sacco di cose da continuare a costruire, da chiudere».

​Ci sono opere da completare, inaugurazioni rinviate e un'amministrazione da rimettere pienamente in movimento. «Io non ho visto assenza in questi giorni, anche se qualcuno anche in questi momenti prova a specularci. Ma abbiamo ormai fatto gli anticorpi».

​La conclusione è ancora un ringraziamento alla piazza, ai cittadini e a quanti gli hanno scritto in quei giorni. «Se da domani riuscirò a farlo con la stessa forza, o forse ancora più forte di prima, è proprio grazie a questa piazza, grazie a migliaia di messaggi, grazie ai post, grazie agli articoli, grazie a tutte le persone di questa città che dal primo giorno hanno capito quello che era successo e si sono schierate dalla mia parte».

​E infine la promessa: «Fino al 28 ottobre ho lavorato giorno e notte per questa comunità, per questa città e per la mia regione. Da domani continuerò a farlo ancora con maggiore forza».