Autotrasportatori in protesta in Calabria, sciopero fino al 27 ottobre: «I soldi promessi sono irrisori»
Fumata nera dall’incontro di Milano con il Governo. I ristori sul caro carburante non bastano a convincere i manifestanti, mentre cresce la preoccupazione per le conseguenze del caro vita sulle famiglie e sulle nuove generazioni

La protesta degli autotrasportatori in Calabria non si ferma. Dopo l’incontro di Milano con il Governo, la mobilitazione proseguirà fino al 27 ottobre, quando è previsto un nuovo confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Le risorse annunciate per fronteggiare il caro carburante non sono state ritenute sufficienti a risolvere le difficoltà del settore. Al tavolo istituzionale hanno partecipato le delegazioni di Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Tra le misure prospettate, lo sblocco dei fondi già stanziati per compensare i maggiori costi del carburante e l’integrazione delle risorse per i mesi di settembre e ottobre. Annunciata anche una proposta per adeguare automaticamente le tariffe del trasporto agli aumenti del gasolio. Le aperture, tuttavia, non hanno convinto gli autotrasportatori calabresi, che chiedono risposte concrete e tempi certi.
«Sono soldi che arrivano tardi e non risolvono niente»
La delusione emerge chiaramente dalle parole di uno degli autotrasportatori presenti alla protesta, che contesta l’entità degli aiuti e i tempi necessari per riceverli.
«480 milioni hanno sbloccato, siamo ad inizio novembre, arriverà a Natale. Ci servono solo per le noccioline, è una cosa irrisoria, non risolviamo niente», afferma, sottolineando come le risorse annunciate rischino di non incidere realmente sulle difficoltà quotidiane delle imprese.
Nel suo intervento, il manifestante allarga poi il discorso al clima politico e sociale del Paese: «L’Italia non è un Paese fascista, ci stanno spostando verso una dittatura e non è così. L’Italia va avanti». Parole che restituiscono il malcontento di una parte dei manifestanti, convinti che gli interventi annunciati non siano sufficienti a sostenere un comparto schiacciato dall'aumento dei costi e dalla mancanza di liquidità.
In piazza anche gli studenti: «Questa protesta riguarda tutti noi»
Accanto agli autotrasportatori, la mobilitazione richiama anche l’attenzione dei più giovani. Alcuni studenti si sono infatti uniti alle recenti manifestazioni, riconoscendo nel caro carburante e nell’aumento del costo della vita problemi che coinvolgono l’intera società.
«Si dice che questa sia una protesta di camionisti, ma riguarda tutti noi, perché comunque il caro gasolio e il caro vita portano problemi a tutti», afferma un ragazzo presente alla protesta.
Il giovane evidenzia il legame tra le difficoltà economiche delle famiglie e il futuro delle nuove generazioni: «Se una famiglia non arriva a fine mese, questo va a incidere anche sui ragazzi. Anche se questa protesta è degli agricoltori e dei camionisti, tocca soprattutto a noi ragazzi, perché i problemi di oggi saranno i problemi di domani». Una preoccupazione che si traduce nel timore di avere sempre meno possibilità economiche e prospettive per il futuro. «Non ci rimarrà nulla, visto che alla fine del mese quel che rimane è sempre meno», conclude.
Il 27 ottobre la prossima verifica
La mobilitazione calabrese prosegue dunque in attesa di nuovi riscontri da parte delle istituzioni. Il prossimo incontro rappresenterà un passaggio decisivo per verificare se agli annunci seguiranno misure concrete e se le risorse promesse riusciranno davvero a sostenere le imprese. Nel frattempo, la protesta supera i confini del settore: il disagio degli autotrasportatori si intreccia con quello delle famiglie e dei giovani, riportando al centro il peso del caro vita e la difficoltà di affrontare spese sempre più elevate con risorse economiche che, mese dopo mese, diventano insufficienti.