Un’autorizzazione temporanea dopo l’altra, stagione dopo stagione, per consentire al Crotone Calcio di disputare le partite casalinghe allo stadio Ezio Scida, impianto che da anni opera senza l’agibilità necessaria per ospitare competizioni professionistiche. È in questo quadro amministrativo che la Procura della Repubblica di Crotone ha avviato accertamenti, iscrivendo nel registro degli indagati il sindaco Vincenzo Voce e il dirigente comunale Salvatore Gangemi. Nei loro confronti viene ipotizzato il reato di falso in atto pubblico. La Guardia di Finanza, su disposizione della Procura, ha notificato un avviso di garanzia con contestuale invito a comparire. I due saranno ascoltati nei prossimi giorni dagli inquirenti.

Le autorizzazioni e il nodo della vendita di bevande

Al centro dell’indagine ci sarebbero gli atti amministrativi legati allo svolgimento delle gare interne del Crotone nelle stagioni di Serie C 2024-2025 e 2025-2026, con particolare riferimento alla somministrazione di bevande all’interno dell’impianto sportivo. Secondo l’ipotesi investigativa, le autorizzazioni comunali avrebbero richiamato un titolo abilitativo non più efficace, scaduto nel 2022, che in passato consentiva a un soggetto privato di vendere bibite nello stadio. L’attenzione degli investigatori si concentra quindi sulla validità dei riferimenti inseriti nei provvedimenti e sulla possibilità che l’attività commerciale sia proseguita in assenza di un titolo autorizzativo aggiornato.

Gli accertamenti dovranno chiarire la natura degli atti

Lo stadio Ezio Scida continua a funzionare in regime derogatorio proprio per la mancanza del certificato di agibilità relativo alle manifestazioni calcistiche professionistiche. Per ogni stagione sportiva vengono quindi adottati specifici provvedimenti autorizzativi, firmati dal sindaco pro tempore e dal dirigente competente, con prescrizioni su sicurezza, servizi e attività consentite durante le partite. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto di garanzia e permetterà a Voce e Gangemi di fornire la propria versione dei fatti. Saranno gli ulteriori accertamenti della Procura a stabilire se si sia trattato di un errore amministrativo nella predisposizione degli atti o di una condotta penalmente rilevante.