Grandi opere in Calabria, cantieri attivi ma avanzamento ancora disomogeneo
Dalla nuova Statale 106 all’Alta Velocità, passando per la Galleria Santomarco, la metropolitana di Catanzaro e i nuovi ospedali: la regione attraversa una fase di investimenti rilevanti, ma molte opere strategiche restano tra progettazione, procedur
La Calabria sta vivendo una stagione infrastrutturale caratterizzata da investimenti consistenti e da numerosi interventi distribuiti tra strade, ferrovie, sanità e mobilità urbana. Il quadro, tuttavia, non è uniforme: accanto a cantieri entrati nella fase operativa, esistono opere ancora impegnate nei passaggi progettuali, autorizzativi o finanziari.
Il vero indicatore non è quindi soltanto la quantità delle risorse annunciate, ma la capacità di trasformarle in infrastrutture completate, funzionanti e collegate tra loro. La sfida riguarda soprattutto il rispetto dei cronoprogrammi, il reperimento delle coperture necessarie e il coordinamento tra Stato, Regione, Anas, Rete Ferroviaria Italiana ed enti locali.
Statale 106, il tratto Catanzaro-Reggio entra nella fase del confronto
Uno dei passaggi più recenti riguarda il completamento della nuova Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria. Il 20 luglio 2026 è stato presentato alla Cittadella regionale il dibattito pubblico promosso da Anas, destinato a entrare nel vivo con la pubblicazione della documentazione progettuale e il confronto con amministrazioni e territori.
L’avvio della procedura non coincide ancora con l’apertura dei cantieri. Rappresenta piuttosto l’ingresso dell’intervento in una fase decisiva per individuare il tracciato, approfondire gli impatti e portare avanti la progettazione. Sul tavolo sono presenti più alternative, che dovranno essere valutate in relazione a costi, utilità trasportistica, sicurezza e conseguenze sui territori attraversati.
La questione centrale resta quella finanziaria. Concludere il dibattito pubblico e avanzare nella progettazione consentirà di definire con maggiore precisione il fabbisogno e di ricercare le risorse necessarie. Per il momento, dunque, il collegamento a quattro corsie tra i due capoluoghi rimane una grande opera in programmazione, non ancora un cantiere unitario.
Il Terzo megalotto tra Sibari e Roseto
Nel settore settentrionale della Statale 106, il Terzo megalotto tra Sibari e Roseto Capo Spulico rappresenta invece il principale intervento già cantierizzato. L’opera prevede circa 38 chilometri di nuovo tracciato e un investimento nell’ordine di 1,3 miliardi di euro.
Il progetto è destinato a collegare la Statale 534 con il tratto già ammodernato in prossimità di Roseto Capo Spulico, superando parte dell’attuale percorso costiero. Per dimensioni, viadotti e gallerie, si tratta di uno dei cantieri stradali più rilevanti del Mezzogiorno.
La realizzazione del megalotto, tuttavia, non risolve da sola il problema della mobilità ionica. Restano da completare o progettare numerosi segmenti verso Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria. Il rischio è quello di ottenere singoli tratti modernizzati separati da sezioni ancora caratterizzate da carreggiate insufficienti, attraversamenti urbani e livelli di sicurezza non omogenei.
Alta Velocità, il progetto avanza per lotti
Sul fronte ferroviario, la nuova linea Alta Velocità-Alta Capacità Salerno-Reggio Calabria procede attraverso lotti funzionali con stati di avanzamento differenti.
Il lotto Battipaglia-Romagnano è nella fase più avanzata. Nell’aprile 2026 Rete Ferroviaria Italiana ha comunicato il completamento dello scavo di una delle gallerie dell’intervento, inserito in un investimento complessivo vicino ai 2,9 miliardi di euro. La conclusione del lotto e della relativa interconnessione è programmata nel 2026, secondo gli obiettivi collegati al Pnrr.
La prosecuzione verso la Calabria richiede però tempi più lunghi. Per la tratta Romagnano-Buonabitacolo la conclusione è indicata nel 2030, mentre per il collegamento Buonabitacolo-Praia l’orizzonte temporale arriva al 2032. Gli altri segmenti necessari per raggiungere stabilmente Reggio Calabria si trovano ancora in differenti fasi di progettazione e approfondimento.
Galleria Santomarco, aggiudicato il grande intervento calabrese
Il principale investimento ferroviario localizzato interamente in Calabria è il raddoppio della linea Cosenza-Paola-San Lucido attraverso la nuova Galleria Santomarco.
La gara è stata aggiudicata da RFI a un consorzio di imprese specializzate. L’appalto riguarda progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori, con un valore di aggiudicazione vicino a 1,6 miliardi di euro e un valore complessivo stimato della procedura superiore a 1,9 miliardi.
Il progetto si sviluppa per circa 22 chilometri, dei quali approssimativamente 17 in sotterraneo. L’opera dovrà aumentare capacità e affidabilità del collegamento tra il Tirreno cosentino, Cosenza e l’area urbana settentrionale, prevedendo anche la nuova fermata di Settimo di Rende-Montalto Uffugo. La conclusione è indicata intorno al 2030.
L’aggiudicazione rappresenta un avanzamento concreto, ma il cantiere dovrà affrontare una fase progettuale ed esecutiva complessa. La durata prevista dell’appalto, pari a 88 mesi, conferma che gli effetti dell’intervento sulla mobilità regionale non saranno immediati.
Metropolitana di Catanzaro, un’opera arrivata oltre le previsioni iniziali
Il sistema metropolitano Catanzaro città-Germaneto è una delle opere regionali con la storia più lunga. Il progetto comprende il nuovo collegamento ferroviario tra Catanzaro Sala e Germaneto e l’adeguamento della rete esistente nella valle della Fiumarella.
La relazione finale sull’attuazione dei fondi europei conferma che l’intervento, avviato con la programmazione precedente, non era stato completato entro il 31 dicembre 2023. I lavori ferroviari tra Catanzaro Sala e Germaneto, per circa cinque chilometri, sono stati trasferiti sulla successiva programmazione, con una previsione di conclusione collocata nei primi mesi del 2026.
Gli atti regionali pubblicati nel corso dell’anno dimostrano che l’opera continua a essere oggetto di provvedimenti amministrativi, tecnici e contabili. Il nodo non riguarda soltanto il completamento fisico delle infrastrutture, ma anche l’attivazione effettiva del servizio e la sua integrazione con stazione ferroviaria, università, policlinico e Cittadella regionale.
Nuovo ospedale della Sibaritide verso la scadenza del 2026
Tra le grandi opere sanitarie, il nuovo ospedale della Sibaritide presenta il cronoprogramma più avanzato. La programmazione economico-finanziaria regionale individua nella fine del 2026 il termine per il completamento dell’infrastruttura.
Nel corso del 2026 sono proseguiti gli atti del commissario delegato relativi alla direzione, alla sicurezza e alla gestione del contratto. La presenza di questi provvedimenti conferma la continuità della fase esecutiva, ma sarà necessario verificare se la conclusione edilizia potrà essere seguita rapidamente da collaudi, dotazioni tecnologiche, organizzazione del personale e apertura ai cittadini.
Un ospedale può infatti essere considerato realmente completato soltanto quando la struttura diventa operativa. Il rispetto della scadenza materiale rappresenta quindi una parte, seppure essenziale, del percorso.
Vibo Valentia e Gioia Tauro ancora su tempi più lunghi
Più complesso appare il quadro dei nuovi ospedali di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro. Per Vibo la programmazione regionale fissa il completamento alla fine del 2027, mentre per la struttura della Piana l’obiettivo temporale è collocato alla fine del 2028.
Nel caso di Vibo Valentia, gli atti del commissario ricordano che una consegna parziale dei lavori stralcio era avvenuta nel maggio 2023 e che il progetto esecutivo è stato successivamente trasmesso dal concessionario. La documentazione del 2026 mostra quindi un’opera ancora impegnata nel passaggio tra progettazione, attività preliminari e piena esecuzione.
Per l’ospedale della Piana di Gioia Tauro risultano in corso attività amministrative, verifiche progettuali e interventi preliminari collegati all’area. Anche in questo caso la realizzazione deve ancora superare diversi passaggi prima di entrare nella fase di avanzamento pienamente visibile.
Il nodo delle risorse e della continuità amministrativa
Il quadro delle grandi opere calabresi mostra quindi tre velocità differenti. Alcuni cantieri, come il Terzo megalotto e il lotto ferroviario Battipaglia-Romagnano, sono già nella fase costruttiva. Altri interventi, come la Galleria Santomarco, hanno superato la gara e devono trasformare l’aggiudicazione in attività operative. Altri ancora, a partire dalla nuova Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria, si trovano nella progettazione e nel confronto pubblico.
La fase più delicata riguarda la continuità tra un passaggio e l’altro. Progettare senza finanziamenti sufficienti può lasciare un’opera sulla carta; finanziare senza una progettazione matura può produrre ritardi; costruire senza programmare gestione, personale e servizi rischia di consegnare infrastrutture non immediatamente utilizzabili.
Una stagione decisiva per misurare i risultati
La Calabria dispone oggi di una quantità di interventi strategici superiore a quella registrata in molte precedenti stagioni. Ciò non significa, però, che il divario infrastrutturale sia già stato colmato.
I prossimi mesi saranno decisivi per verificare il rispetto della scadenza del nuovo ospedale della Sibaritide, l’avvio effettivo delle attività della Galleria Santomarco, la conclusione del sistema metropolitano di Catanzaro e l’avanzamento del dibattito sulla Statale 106.
La vera svolta arriverà quando strade, ferrovie, ospedali e sistemi urbani smetteranno di essere considerati progetti separati e diventeranno parti di una rete regionale. Fino ad allora, lo stato delle grandi opere continuerà a restituire una Calabria in movimento, ma ancora sospesa tra cantieri concreti, procedure da completare e infrastrutture attese da decenni.