Gioco d’azzardo patologico, raffica di controlli dei Carabinieri nel Cosentino
Campagna nazionale dell’Arma per la prevenzione delle dipendenze e il contrasto alle illegalità. Verificati 83 esercizi, impiegati 170 militari
Prosegue anche in Calabria l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico e alle irregolarità connesse alle scommesse. In continuità con un’analoga iniziativa avviata nel luglio dello scorso anno, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha rilanciato una specifica campagna nazionale dedicata alla prevenzione e alla repressione delle diverse forme di illegalità legate al settore, confermando l’elevata attenzione verso un fenomeno in costante crescita e con rilevanti ricadute sociali.
L’attenzione sulle fasce più vulnerabili
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza dei fattori di rischio connessi al gioco d’azzardo, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come i giovanissimi e gli anziani. Proprio per questo, le articolazioni territoriali dell’Arma hanno intensificato i controlli nell’ambito dei servizi ordinari di vigilanza.
I numeri dell’operazione in provincia
Nel territorio della Provincia di Cosenza, i Carabinieri hanno sottoposto a verifica 83 esercizi aperti al pubblico che erogano servizi di gioco o scommesse con vincite in denaro, impiegando complessivamente 170 militari. Le attività hanno interessato diverse tipologie di locali, con l’obiettivo di accertare il rispetto delle norme di settore e prevenire condotte illecite.
Controlli congiunti e verifiche mirate
In alcuni casi, i controlli sono stati effettuati con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cosenza, al fine di verificare anche eventuali violazioni di competenza specifica, sia in ambito amministrativo sia sul fronte delle condizioni di lavoro.
Le irregolarità riscontrate
Al termine delle verifiche, sono emerse alcune irregolarità. In particolare, due persone sono state segnalate alle competenti Autorità giudiziarie per illeciti penali di natura contravvenzionale, mentre sono state contestate sette sanzioni amministrative, per un importo complessivo che, nel massimo edittale, può arrivare a 46.800 euro.
Un’azione di prevenzione oltre la repressione
L’attività rientra in una più ampia strategia di prevenzione, volta non solo a reprimere le violazioni, ma anche a contenere un fenomeno che incide profondamente sulle dinamiche individuali, familiari e sociali. Un impegno che l’Arma dei Carabinieri conferma come costante, soprattutto nei territori più esposti ai rischi legati alle nuove forme di dipendenza.