Corte dei Conti, confermata in appello la condanna per Mario Oliverio
L’ex presidente della Regione Calabria dovrà risarcire oltre 95 mila euro per il finanziamento di un format al Festival di Spoleto. Assolta la società che realizzò l’iniziativa
La Sezione centrale d’Appello della Corte dei Conti ha confermato la condanna nei confronti dell’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, per una vicenda legata a un’iniziativa promozionale realizzata durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2018. I giudici contabili hanno ribadito la decisione già assunta in primo grado, disponendo il risarcimento di 95.475 euro a favore della Regione Calabria. La stessa responsabilità è stata attribuita anche all’ex dirigente generale del Dipartimento Turismo, Sonia Tallarico, chiamata a rispondere in solido del danno erariale contestato.
Nel mirino l’utilizzo dei fondi destinati alla promozione turistica
L’inchiesta contabile riguarda il finanziamento del format “Hdrà Talk – I dialoghi di Paolo Mieli”, ospitato all’interno della manifestazione culturale umbra. Per sostenere il progetto erano state utilizzate risorse provenienti dal Piano di Azione e Coesione 2014-2020, destinate alla valorizzazione e alla promozione dell’offerta turistica calabrese. Secondo la Corte dei Conti, l’iniziativa non avrebbe prodotto risultati coerenti con gli obiettivi previsti dal programma di finanziamento. Nelle motivazioni della sentenza si evidenzia come le somme pubbliche sarebbero state impiegate per un’attività ritenuta non adeguata a garantire un’effettiva promozione del territorio regionale.
Assolta la società coinvolta, Oliverio già assolto nel processo penale
Esito diverso, invece, per la società Hdrà e per il suo legale rappresentante Mauro Luchetti. La Corte dei Conti ha escluso qualsiasi responsabilità a loro carico, ritenendo che non potesse essere attribuito al soggetto privato il danno derivante dall’eventuale inadeguatezza del progetto rispetto alle finalità pubbliche perseguite dalla Regione. La vicenda era approdata anche in sede penale: per gli stessi fatti Mario Oliverio era stato accusato di peculato, ma il procedimento si era concluso con un’assoluzione.