Medico in corsia
Medico in corsia

Liste d’attesa, visite private, trasferte fuori regione e costi sempre più difficili da sostenere. Per molte famiglie calabresi il diritto alla salute rischia di trasformarsi in una questione economica. E chi non può permettersi di pagare può trovarsi costretto a rinunciare alle cure.

Liste d’attesa e visite private: quanto costa curarsi?

Quanto costa curarsi in Calabria? Non soltanto il prezzo di una visita specialistica o di un esame diagnostico, ma anche il tempo perso per ottenere una prenotazione, gli spostamenti necessari e le giornate di lavoro sacrificate. Una somma di difficoltà che rischia di trasformare il diritto alla salute in un privilegio riservato a chi dispone di maggiori risorse economiche. Una visita cardiologica, un'ecografia o una risonanza magnetica possono mettere il cittadino davanti a una scelta: attendere i tempi del servizio pubblico oppure rivolgersi a una struttura privata, sostenendo personalmente la spesa. Il problema è che non tutti possono permettersi di scegliere. Secondo l'Istat, nel 2024 circa un italiano su dieci ha rinunciato a visite o esami specialistici di cui aveva bisogno. Le lunghe liste d'attesa sono state indicate dal 6,8% della popolazione, mentre il 5,3% ha segnalato difficoltà economiche. In Calabria la questione assume un peso particolare. Nel 2025, secondo gli ultimi dati Istat, la spesa media mensile delle famiglie è stata di 2.042 euro, tra le più basse d'Italia. Una cifra che riguarda tutti i consumi familiari e restituisce la fragilità economica di un territorio dove anche poche visite private possono incidere pesantemente sul bilancio domestico. Il rischio è una sanità a due velocità: chi può pagare accorcia le attese, mentre chi non dispone delle stesse possibilità economiche è costretto a rimandare.

Curarsi lontano da casa: il costo nascosto della sanità

Alle spese per visite ed esami si aggiunge un altro problema: la necessità di spostarsi per ricevere assistenza. Per molti calabresi raggiungere uno specialista significa percorrere decine di chilometri. Nei casi più complessi può essere necessario rivolgersi a strutture ospedaliere di altre regioni, affrontando costi che vanno ben oltre quelli strettamente sanitari. Viaggi, pernottamenti, pasti e giornate lavorative perse rappresentano un peso economico significativo, soprattutto quando il paziente deve essere accompagnato da un familiare. La mobilità sanitaria non è soltanto una questione di bilanci regionali, ma anche di sacrifici economici sostenuti direttamente dalle famiglie. La situazione può risultare ancora più complicata nelle aree interne, dove la distanza dagli ospedali e la carenza di collegamenti rendono difficile raggiungere ambulatori e strutture specialistiche. La Regione Calabria ha avviato nel 2026 il progetto Social Taxi, pensato per agevolare gratuitamente gli spostamenti verso determinate strutture sanitarie. Resta però fondamentale verificare quanti cittadini riescano effettivamente a beneficiare del servizio e quanto questo incida sulle difficoltà quotidiane.

Chi non può pagare rinuncia: la vera sfida della sanità calabrese

C'è infine un problema meno visibile, ma particolarmente preoccupante: quello delle cure rimandate o mai effettuate. Un controllo rinviato, una visita specialistica evitata per ragioni economiche o un accertamento diagnostico posticipato possono tradursi in diagnosi tardive e peggioramento delle condizioni di salute. Nel giugno 2026 la Regione ha approvato il Piano regionale per il governo delle liste d'attesa 2025-2027. Ma saranno i risultati concreti a stabilire se le misure riusciranno a migliorare l'accesso alle prestazioni. Quanti calabresi riescono a ottenere una visita nei tempi previsti? Quanti ricorrono al privato? E quanti, invece, rinunciano perché non possono permetterselo? Sono domande che richiedono risposte precise, attraverso dati aggiornati e verificabili. Il diritto alla salute non può dipendere dal reddito, dalla provincia di residenza o dalla possibilità di affrontare un viaggio. Perché il vero problema non è soltanto quanto costa curarsi in Calabria, ma se oggi tutti i calabresi abbiano davvero le stesse possibilità di farlo.