sigarette

La raccolta firme per sostenere la proposta di legge d’iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina ha raggiunto il traguardo delle 50mila sottoscrizioni necessarie.

La proposta dovrà ora essere discussa dal Parlamento. A renderlo noto sono stati i promotori della campagna “5 euro contro il fumo”, sostenuta dall’Associazione italiana di oncologia medica, dalla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, dalla Fondazione Umberto Veronesi e dalla Fondazione Aiom.

“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto in breve tempo, dopo solo circa quattro mesi dal lancio dell’iniziativa”, hanno dichiarato le associazioni promotrici in una nota congiunta.

L’obiettivo è ridurre il consumo di tabacco

La proposta di legge prevede, dal prossimo gennaio, l’introduzione di un’accisa specifica di 5 euro per ogni unità di consumo standard su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina.

L’aumento verrebbe applicato indipendentemente dal prezzo di vendita al dettaglio e andrebbe ad aggiungersi alle accise già esistenti.

Secondo i promotori, l’obiettivo principale è scoraggiare il consumo di sigarette e dispositivi da inalazione, soprattutto tra i più giovani, considerati maggiormente esposti ai rischi legati al tabagismo.

“Il gettito servirà a rafforzare la sanità pubblica”

Le associazioni promotrici sottolineano inoltre che il gettito derivante dall’aumento dei prezzi dovrebbe essere destinato al finanziamento e al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale.

Secondo le stime diffuse dai promotori, la misura potrebbe determinare una riduzione del 37% del consumo di tabacco e generare un gettito annuo vicino agli 800 milioni di euro.

Un intervento che, nelle intenzioni dei sostenitori della proposta, avrebbe quindi un duplice effetto: prevenzione sanitaria e sostegno economico al sistema pubblico della salute.

I dati sul fumo in Italia

In Italia fuma poco meno del 25% della popolazione adulta compresa tra i 18 e i 69 anni.

Il fumo continua a rappresentare una delle principali cause di malattie oncologiche e cardiovascolari. Secondo i dati riportati dai promotori della campagna, il tabacco è responsabile del 90% dei casi di tumore al polmone e del 50% di quelli alla vescica.

Alle patologie oncologiche si aggiungono infarti, ictus, enfisema, asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva associati al consumo di sigarette.

Preoccupano anche i numeri legati ai più giovani: fuma o utilizza sigarette elettroniche il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, percentuale che sale al 37,4% nella fascia tra i 14 e i 17 anni.

“Servono misure drastiche”

Per Aiom, Airc, Fondazione Veronesi e Fondazione Aiom questi numeri dimostrano “la necessità di interventi urgenti volti a diminuire il consumo di tabacco”.

“Per ridurre in modo sostanziale il numero dei tabagisti bisogna intervenire sul fattore economico, come è già avvenuto in altri Paesi”, spiegano i promotori.

“Solo il drastico incremento del prezzo di questi prodotti può dissuadere i fumatori, soprattutto i giovani, fra i più esposti ai rischi del fumo”, concludono.