Cosenza, De Cicco attacca Franz Caruso: «Senza il mio sostegno non sarebbe diventato sindaco»
Durissima replica del consigliere regionale ed ex assessore alle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino a Calabria News 24. De Cicco rivendica il lavoro svolto nella manutenzione urbana e il proprio peso elettorale nella vittoria del 2021

Lo scontro politico a Cosenza si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo l'intervista rilasciata dal sindaco Franz Caruso a Calabria News 24, arriva la dura risposta di Francesco De Cicco, consigliere regionale ed ex assessore comunale, che torna sulle ragioni della rottura con la maggioranza e contesta apertamente l'operato del primo cittadino.
Al centro della polemica ci sono la gestione della manutenzione cittadina, il rapporto con i residenti e gli equilibri politici che hanno sostenuto l'amministrazione comunale negli ultimi anni. De Cicco accusa Caruso di aver riscoperto soltanto adesso alcune delle principali criticità della città, dopo la sua uscita dalla coalizione e a pochi mesi dalla conclusione del mandato amministrativo.
«È singolare assistere, solo dopo la mia uscita dalla maggioranza e a pochi mesi dalla conclusione del mandato, a un improvviso quanto tardivo attivismo», dichiara De Cicco, parlando di un sindaco che, a suo giudizio, dopo anni di disinteresse avrebbe improvvisamente rivolto l'attenzione ai cantieri e alla manutenzione stradale.
Parole che segnano un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra i due esponenti politici, protagonisti di un'alleanza che aveva contribuito alla vittoria del centrosinistra alle elezioni comunali del 2021.
Manutenzione e decoro urbano, la rivendicazione dell'ex assessore
Uno dei passaggi più duri della replica riguarda la gestione dei servizi di manutenzione e decoro urbano, settori dei quali De Cicco rivendica i risultati ottenuti durante la sua permanenza nell'esecutivo.
Secondo l'ex assessore, gli interventi realizzati negli ultimi anni sarebbero stati possibili soprattutto grazie alla presenza quotidiana sul territorio sua e dei collaboratori, nonostante le risorse ordinarie messe a disposizione dall'amministrazione.
«Se in questi anni il settore della manutenzione e del decoro urbano ha dato risposte concrete ai cittadini, lo si deve unicamente alla presenza costante del sottoscritto e della mia squadra sul territorio, che hanno lavorato giorno e notte», sostiene De Cicco.
L'ex componente della giunta respinge inoltre le critiche rivolte a un modello di intervento fondato sulle segnalazioni dirette dei cittadini, difendendo il rapporto personale costruito con i residenti.
«Se la gente chiamava il sottoscritto per risolvere i problemi e non cercava altri, non è certo un problema mio: al massimo è un problema di chi evidentemente non veniva considerato o non era ritenuto all'altezza di dare risposte».
Per De Cicco, ricevere telefonate, raccogliere segnalazioni e raggiungere personalmente i luoghi interessati dalle criticità rappresenta un dovere istituzionale. Le contestazioni sollevate nei suoi confronti sarebbero dunque, secondo la sua ricostruzione, un tentativo di ridimensionare il lavoro svolto e di spostare l'attenzione dalle responsabilità dell'amministrazione.
Il peso elettorale del 2021: «Caruso è diventato sindaco grazie al mio contributo»
La replica assume toni ancora più politici quando De Cicco richiama i risultati delle elezioni comunali del 2021, rivendicando il ruolo avuto nella vittoria di Franz Caruso al ballottaggio.
L'ex assessore ricorda che al primo turno l'attuale sindaco aveva ottenuto 8.342 voti, contro i 13.132 del principale avversario. Un divario che, secondo De Cicco, sarebbe stato superato grazie all'accordo politico raggiunto in vista del secondo turno.
«Quel divario fu colmato al ballottaggio grazie a un accordo politico chiaro, in cui il sottoscritto ha garantito un contributo determinante di 4.861 preferenze», afferma.
De Cicco attribuisce dunque alla propria partecipazione un peso decisivo nell'affermazione elettorale di Caruso, contestando l'idea che la vittoria possa essere ricondotta esclusivamente al consenso personale del sindaco.
Nel mirino finiscono anche le successive competizioni elettorali. Il consigliere regionale richiama in particolare la sconfitta di Caruso nella corsa alla presidenza della Provincia, interpretandola come la conseguenza di scelte politiche che definisce fallimentari.
Una ricostruzione con cui De Cicco intende ribadire il proprio peso negli equilibri politici cittadini e rivendicare il contributo fornito alla coalizione prima della rottura.
La rottura con la maggioranza: «Se non ero all'altezza, Caruso poteva rimuovermi»
De Cicco affronta anche le ragioni della propria uscita dalla maggioranza, respingendo implicitamente le contestazioni sulla gestione dei settori che gli erano stati affidati.
Secondo il consigliere regionale, se il sindaco avesse realmente riscontrato problemi nell'attività amministrativa dell'assessorato, avrebbe avuto la possibilità di intervenire direttamente attraverso la revoca della delega.
«Se il sindaco riteneva davvero che i settori da me guidati presentassero criticità, avrebbe dovuto avere la linearità e il coraggio politico di rimuovermi. Non lo ha fatto, perché sapeva bene chi garantiva l'operatività quotidiana dell'ente».
De Cicco descrive quindi la propria uscita dalla coalizione come una scelta autonoma, maturata dopo aver constatato il venir meno delle condizioni politiche che avevano consentito la nascita dell'alleanza.
Una decisione che definisce un atto di coerenza e dignità, adottato quando gli equilibri originari e la visione condivisa dell'amministrazione sarebbero risultati ormai compromessi.
Le tensioni a Palazzo dei Bruzi e i dubbi sulla tenuta della maggioranza
La parte conclusiva dell'intervento si concentra sugli attuali equilibri politici del Comune di Cosenza. De Cicco descrive una maggioranza attraversata da divisioni e contrasti, mettendo in discussione la possibilità di ricostruire un progetto politico unitario.
Il consigliere regionale richiama le tensioni tra diversi esponenti della coalizione, citando la richiesta di rimozione del vicesindaco avanzata dal presidente del Consiglio comunale e le contestazioni sollevate da un esponente del Partito Democratico sulla permanenza di un assessore nell'esecutivo.
«Come intende il sindaco ricucire una maggioranza in cui il Presidente del Consiglio Comunale ha chiesto formalmente la rimozione del Vicesindaco; in cui un autorevole esponente del Partito Democratico contesta la permanenza di un assessore; e in cui persistono tensioni palesi legate a equilibri di giunta?», domanda De Cicco.
Secondo l'ex assessore, questi episodi dimostrerebbero che la coalizione ha ormai perso la propria identità politica, trasformandosi in un'alleanza impegnata principalmente a conservare gli equilibri esistenti fino alla conclusione della consiliatura.
L'affondo finale: «Cosenza ha bisogno di voltare pagina»
L'ultima parte della dichiarazione guarda direttamente al futuro politico della città. De Cicco sostiene che il sindaco debba chiarire se intenda rilanciare realmente l'azione amministrativa oppure limitarsi alla gestione ordinaria dell'ente fino alle prossime elezioni.
«A meno che Caruso non intenda svolgere il ruolo di mero commissario per la normale amministrazione, finalizzato esclusivamente a preservare gli attuali assetti traghettando il Comune al voto, appare evidente che la città avverta la necessità di voltare pagina».
Un passaggio che assume il significato di una netta presa di distanza dall'attuale esperienza amministrativa e lascia intravedere una contrapposizione destinata a proseguire anche in vista delle prossime scadenze elettorali.
De Cicco ribadisce infine la volontà di continuare il proprio impegno per Cosenza attraverso il ruolo di consigliere regionale, rivendicando il rapporto diretto con i cittadini come elemento centrale della propria attività politica.
«Chi ha lavorato con i fatti e con il consenso dei cittadini non ha paura del giudizio della comunità; chi vive di alchimie di palazzo prova a sopravvivere rincorrendo gli ultimi frammenti di potere».
Parole che certificano la profondità della frattura politica tra l'ex assessore e Franz Caruso, mentre a Palazzo dei Bruzi resta aperta la questione della tenuta della maggioranza e della direzione che l'amministrazione intende seguire nell'ultima fase del mandato.