Don Carlo De Cardona verso la venerabilità, il Dicastero dei Santi valida l'inchiesta diocesana
Monsignor Savino annuncia il passaggio alla fase romana della causa. Il sacerdote moranese fu protagonista dell'impegno sociale e della difesa dei contadini nella Calabria del Novecento.
La causa di beatificazione di don Carlo De Cardona compie un importante passo avanti. A renderlo noto è stato monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano all'Ionio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, annunciando che il Dicastero delle Cause dei Santi ha riconosciuto la validità dell'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità del Servo di Dio.
La comunicazione è arrivata nel giorno della solennità del Sacro Cuore di Gesù e della Giornata di santificazione dei sacerdoti. L'inchiesta diocesana, conclusa circa un anno fa, apre ora ufficialmente la seconda fase del procedimento, quella romana, durante la quale sarà predisposta la positio, il dossier che raccoglie tutta la documentazione necessaria per l'esame da parte dei teologi incaricati dal Dicastero.
Il sacerdote che difese gli ultimi e i contadini
Originario di Morano Calabro, don Carlo De Cardona è considerato una delle figure più significative del cattolicesimo sociale calabrese. Ispirandosi ai principi della Rerum Novarum, dedicò la sua missione al riscatto delle classi più deboli, alla promozione della socialità e alla tutela dei contadini.
La sua attività si sviluppò in particolare nelle diocesi di Cosenza e Bisignano, dove contribuì alla nascita delle casse rurali, intuendo anche la necessità di coordinarle e federarle per rafforzarne l'efficacia. Accanto all'impegno pastorale, operò nel mondo della politica e della comunicazione sociale, promuovendo iniziative volte alla crescita integrale della persona e delle comunità locali.
L'opposizione al fascismo e l'eredità spirituale
Monsignor Savino ha ricordato come don Carlo fosse inviso al regime fascista proprio a causa del suo impegno sociale e della sua indipendenza morale. Le persecuzioni e le difficoltà vissute durante quel periodo lo portarono all'esilio nella diocesi di Todi, dove ancora oggi il suo ricordo resta vivo tra il clero e i fedeli.
Nonostante le incomprensioni e le ostilità incontrate lungo il suo cammino, il sacerdote calabrese mantenne sempre una profonda spiritualità eucaristica e mariana, trovando nel Cuore di Cristo il punto di riferimento della propria esistenza.
Per il vescovo di Cassano all'Ionio, don Carlo De Cardona continua a rappresentare un esempio attuale per la Chiesa e per il clero regionale. "Resta per i sacerdoti calabresi modello di una vita sacerdotale ancorata a Cristo", ha sottolineato Savino, auspicando che il percorso avviato possa condurre alla futura dichiarazione di venerabilità del sacerdote moranese.