Minacce di morte a Gratteri dal carcere, boss finisce al 41 bis
A pronunciare le parole sarebbe stato Vitale Troncone, ritenuto capo dell’omonimo clan attivo nell’area di Fuorigrotta, già noto alle cronache giudiziarie
Minacce di morte nei confronti del procuratore di Napoli Nicola Gratteri sono state intercettate all’interno di un istituto penitenziario, dove un detenuto avrebbe pronunciato frasi violente mentre guardava il magistrato in televisione. L’episodio, risalente al maggio 2025, è emerso grazie ad attività di intercettazione ambientale condotta dagli investigatori. A pronunciare le parole sarebbe stato Vitale Troncone, ritenuto capo dell’omonimo clan attivo nell’area di Fuorigrotta, già noto alle cronache giudiziarie.
Provvedimenti immediati e trasferimento in carcere di massima sicurezza
A seguito della gravità delle minacce, nei confronti del detenuto sono stati adottati provvedimenti restrittivi più severi. Troncone è stato posto in isolamento e sottoposto al regime di carcere duro previsto dal 41 bis, misura applicata nei confronti di soggetti ritenuti particolarmente pericolosi. Contestualmente è stato disposto il trasferimento in un istituto penitenziario di massima sicurezza, con l’obiettivo di limitare ogni possibile contatto e prevenire ulteriori rischi.
La pressione sui magistrati e la testimonianza di Gratteri
L’episodio riporta l’attenzione sul livello di esposizione dei magistrati impegnati nella lotta alla criminalità organizzata. Lo stesso Gratteri, nei giorni scorsi, aveva raccontato le rinunce personali legate alla sua attività, sottolineando le limitazioni imposte dalla vita sotto scorta e i rischi affrontati nel corso della carriera. Le minacce intercettate rappresentano un’ulteriore conferma della pressione costante che grava su chi opera in prima linea contro le organizzazioni criminali, in un contesto che richiede vigilanza e tutela continua.
Solidarietà di Occhiuto
Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha espresso piena solidarietà al procuratore Nicola Gratteri dopo le minacce provenienti da un boss della camorra. In un messaggio pubblicato su X, Occhiuto ha definito l’episodio un attacco grave che non può essere sottovalutato, sottolineando la necessità di una risposta compatta e decisa da parte delle istituzioni, chiamate a fare quadrato senza esitazioni né zone d’ombra di fronte a ogni forma di intimidazione.