La protesta alla Cittadella regionale
La protesta alla Cittadella regionale

La protesta contro il caro carburante arriva davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. Questa mattina un centinaio di mezzi pesanti ha raggiunto Germaneto nell’ambito della mobilitazione promossa da Fedralog Calabria, con l’obiettivo di chiedere un confronto diretto con le istituzioni regionali sulle difficoltà che stanno mettendo sotto pressione il settore dell’autotrasporto. La manifestazione era stata annunciata nei giorni scorsi dalla Federazione, che aveva precisato come l’iniziativa si sarebbe svolta senza un fermo generale del settore e senza blocchi stradali. La protesta sta procedendo sotto il controllo delle forze dell’ordine e senza particolari disagi alla circolazione.

Derenzo: «Il caro carburante incide per il 40%»

A descrivere la situazione è Angelo Derenzo, referente provinciale di Vibo Valentia di Fedralog. «Il settore è da diversi mesi in ginocchio. Il caro carburante incide per il 40%: oggi abbiamo un costo del 40% in più rispetto ai mesi scorsi», afferma. La richiesta è quella di aprire un tavolo di confronto con la Regione che possa successivamente portare le istanze del comparto anche all’attenzione del Governo nazionale. «È una manifestazione pacifica – spiega Derenzo – per fare sentire alle istituzioni la nostra presenza. Stiamo cercando un tavolo di confronto con la governance calabrese, affinché si possa arrivare al Governo centrale e affrontare tutta la problematica che stiamo vivendo». Fedralog aveva già denunciato nelle scorse settimane come l’aumento del carburante si sommi a rate dei mezzi, assicurazioni, manutenzioni, personale e pedaggi, mentre le tariffe riconosciute alle imprese non riescono a seguire allo stesso ritmo la crescita dei costi.

«Ho 27 dipendenti, rischio di non arrivare a fine anno»

Tra gli autotrasportatori presenti c’è anche un imprenditore di 29 anni di Lamezia Terme, che racconta una situazione sempre più difficile da sostenere. «La situazione è drammatica. A fine anno rischio di non arrivare, sulle spalle ho 27 dipendenti. Spero che chi ha il potere di intervenire lo faccia al più presto». Secondo gli operatori, il problema non riguarda soltanto il prezzo del gasolio ma l’intera sostenibilità economica delle aziende. I margini dichiarati dal settore oscillerebbero normalmente tra il 3 e il 5% dei ricavi, percentuali che, con il carburante arrivato su alcune reti fino a livelli prossimi a 2,42 euro al litro, rischiano di essere completamente assorbite dagli aumenti. A settembre il diesel ha effettivamente raggiunto nuovi massimi, superando anche i picchi registrati nel 2022.

«Dopo sette mesi non abbiamo più liquidità»

Gli autotrasportatori contestano anche l’efficacia delle misure introdotte finora dalle compagnie petrolifere. «Quella di Eni è stata per noi autotrasportatori una beffa, non ci agevola perché scarichiamo da una extra-rete», sostiene uno dei manifestanti, riferendosi al tetto temporaneo applicato sulla rete Enilive. Il problema principale, secondo gli operatori, resta la perdita progressiva di liquidità. «Dopo sette mesi con il carburante a questi prezzi non abbiamo più liquidità», denuncia l’autotrasportatore. Fedralog chiede da tempo anche interventi più strutturali, tra cui un meccanismo automatico di adeguamento delle tariffe alle variazioni del carburante, misure sui costi minimi di esercizio e provvedimenti regionali su bollo, Irap e accesso al credito.

I 15 milioni della Regione: «Positivi, ma non bastano»

Al centro della protesta c’è anche lo stanziamento da 15 milioni di euro annunciato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto per contrastare gli effetti del caro carburante. Il provvedimento è atteso oggi in Consiglio regionale. Occhiuto lo ha definito il massimo sforzo possibile da parte della Regione per sostenere chi utilizza quotidianamente camion, trattori e altri mezzi di lavoro. Gli autotrasportatori riconoscono il valore dell’intervento, ma chiedono maggiori risorse e soprattutto chiarezza sulle modalità di distribuzione. «Sono usciti 15 milioni di euro, ne escano altri 30. E poi vogliamo capire anche a chi verranno dati, quando verranno dati e come verranno dati», afferma uno dei partecipanti alla protesta. La stessa Fedralog aveva definito lo stanziamento regionale «un primo segnale», considerandolo tuttavia non sufficiente rispetto alla dimensione della crisi.

Alla protesta anche gli agricoltori

Alla mobilitazione davanti alla Cittadella ha aderito anche un gruppo di agricoltori del Catanzarese del movimento Territorio e Agricoltura. Le loro richieste si affiancano a quelle degli autotrasportatori e riguardano in particolare una maggiore tutela delle produzioni italiane, i costi sostenuti dalle aziende e la valorizzazione del Made in Italy. La giornata di Catanzaro diventa così un nuovo capitolo di una protesta che nelle ultime settimane ha attraversato diversi territori calabresi. Dalla logistica all’agricoltura, le categorie chiedono ora che il confronto con la Regione produca misure immediate ma anche interventi strutturali capaci di evitare la chiusura delle imprese più esposte all’impennata dei costi.

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