Benzina e diesel alle stelle, la Calabria paga più di tutti
Prezzi in aumento e famiglie sempre più in difficoltà mentre pendolari, agricoltori e imprese pagano il conto più alto
Il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti sta colpendo duramente gli automobilisti italiani, ma in Calabria l’impatto appare ancora più pesante. Secondo le ultime rilevazioni nazionali, la benzina self-service ha raggiunto 1,662 euro al litro, mentre il diesel è salito a 1,710 euro, con prospettive di ulteriori rincari già nelle prossime ore. Numeri che, tradotti nella realtà calabrese, significano un colpo diretto a chi ogni giorno è costretto a spostarsi in auto per lavoro, studio o necessità, in una regione dove i trasporti pubblici restano spesso insufficienti.
Pendolari e imprese sotto pressione
Il gasolio, carburante essenziale per trasporti, agricoltura e logistica, diventa sempre più caro proprio mentre aziende e lavoratori cercano di resistere all’aumento generale del costo della vita. Per agricoltori e autotrasportatori calabresi il rincaro si trasforma in una tassa invisibile che riduce i margini e rischia di far aumentare ulteriormente i prezzi dei beni di consumo. Sulle autostrade la situazione è ancora più grave, con punte oltre i 2 euro al litro nel servito, cifre che indignano chi percorre ogni giorno lunghe tratte per raggiungere lavoro e servizi.
Prezzi spinti dai mercati ma senza tutele locali
Le compagnie energetiche hanno già ritoccato i listini verso l’alto seguendo l’andamento del petrolio internazionale, ma intanto famiglie e imprese restano senza reali strumenti di difesa. Le pompe bianche offrono prezzi leggermente più bassi, ma non bastano a compensare un trend che continua a crescere. Le associazioni dei consumatori chiedono interventi urgenti su accise e trasparenza dei prezzi, mentre in Calabria cresce la rabbia di cittadini che vedono aumentare il costo della mobilità senza alternative concrete. Qui il pieno non è più una spesa ordinaria, ma un sacrificio quotidiano.