Naufragio di Cutro, chieste pene più alte per tre presunti scafisti
Nel processo d’appello la Procura generale di Catanzaro chiede condanne fino a 17 anni e multe milionarie. Nuova udienza il 14 ottobre, quando sono attese le conclusioni delle difese e la possibile sentenza
La Procura generale della Corte d’Appello di Catanzaro ha chiesto un inasprimento delle pene per i tre presunti scafisti del caicco naufragato il 26 febbraio 2023 davanti alla costa di Steccato di Cutro, tragedia in cui persero la vita 94 persone, tra cui 35 minori, mentre resta imprecisato il numero dei dispersi.
Nel processo di secondo grado, in corso davanti alla Corte d’Appello presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, il procuratore generale Salvatore Di Maio ha chiesto per il ventottenne pakistano Khalid Arslan una condanna a 12 anni di reclusione e 3 milioni di euro di multa. In primo grado l’imputato era stato condannato a 11 anni, un mese e dieci giorni.
Pene più severe per altri due imputati
Richieste più pesanti sono state formulate per gli altri due imputati: il pakistano Hasab Hussain, 24 anni, e il cittadino turco Sami Fuat, 53 anni. Per entrambi la Procura generale ha chiesto 17 anni di reclusione e 4 milioni di euro di multa. In primo grado erano stati condannati a 16 anni dal Tribunale di Crotone.
I tre imputati erano stati riconosciuti colpevoli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di morte come conseguenza di altro reato, ma assolti dall’accusa di naufragio colposo. La Procura generale, invece, ritiene che debbano rispondere anche di quest’ultimo capo d’imputazione. Gli avvocati di parte civile si sono associati alle conclusioni del procuratore generale.
Udienza rinviata al 14 ottobre
La nuova udienza è stata fissata per il 14 ottobre 2026, quando saranno ascoltate le conclusioni degli avvocati difensori Salvatore Perri, Arturo Bova e Domenica Maiuli. Nella stessa giornata potrebbe arrivare anche la sentenza d’appello.
Nel medesimo contesto giudiziario legato alla strage di Cutro, altre due persone sono già state condannate a 20 anni di detenzione: il turco Gun Ufuk, 30 anni, e il siriano Mohamed Abdessalem, 27 anni. La sentenza nei confronti di Ufuk è diventata definitiva, mentre Abdessalem ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d’Appello che aveva confermato la condanna di primo grado.