Rahel, il mistero si infittisce: la telefonata con uno sconosciuto, i due numeri e la paura di qualcuno
Nuovi interrogativi sulla scomparsa della studentessa etiope dall'Unical. Alcune immagini riaccendono l'attenzione sui contatti avuti il giorno dell'allontanamento, compresi quelli con i familiari e con una persona sconosciuta

La scomparsa di Rahel torna al centro dell'attenzione nazionale. Questa sera, mercoledì 4 novembre, “Chi l'ha visto?” riaccende i riflettori sulla vicenda della studentessa etiope scomparsa il 19 ottobre dagli alloggi universitari di Arcavacata di Rende. Una storia sulla quale, nelle ultime settimane, Calabria News 24 ha pubblicato diverse ricostruzioni, raccogliendo testimonianze e approfondendo particolari che potrebbero contribuire a ricostruire gli ultimi giorni della giovane. Dopo le notizie sull'accesso al Pronto soccorso, sulla presunta violenza che Rahel avrebbe riferito di aver subito nei mesi precedenti, sulle sue condizioni emotive e sugli ultimi avvistamenti, emergono adesso ulteriori interrogativi legati ai contatti telefonici e alla sua vita personale. La domanda centrale rimane sempre la stessa: che cosa è successo davvero a Rahel e che cosa stava vivendo prima di scomparire?
Le telefonate del giorno della scomparsa: compaiono il fratello, la sorella e uno sconosciuto
Uno degli elementi che meritano particolare attenzione riguarda le telefonate effettuate da Rahel nel giorno della sua scomparsa. Dalle immagini e dagli screenshot circolati nella ricostruzione della vicenda emergerebbero diversi contatti, tra i quali figurerebbero il fratello e la sorella. Proprio quest'ultimo nominativo rappresenta un elemento da approfondire, considerando che della possibile presenza della sorella tra i contatti si era già parlato, prima che la circostanza venisse successivamente smentita. Le nuove immagini riporterebbero nuovamente questo elemento, rendendo necessario chiarire la natura dei contatti e verificare con precisione a chi corrispondano i numeri presenti nella documentazione. Ma c'è un altro particolare che richiama l'attenzione: tra le telefonate risulterebbe anche quella a una persona sconosciuta, con la quale Rahel avrebbe parlato in inglese.
Chi era quella persona? Da quanto tempo si conoscevano? Per quale motivo la studentessa avrebbe avuto necessità di contattarla proprio quel giorno?
Sono domande che non possono trovare risposta attraverso la sola lettura di uno screenshot, ma che potrebbero diventare importanti nella ricostruzione degli ultimi contatti della giovane.
Un ulteriore dettaglio riguarda l'ultimo accesso, indicato alle ore 18:38. Un riferimento temporale che potrebbe aiutare a collocare gli ultimi momenti di attività del telefono, senza però consentire, da solo, di stabilire dove si trovasse Rahel o chi avesse eventualmente utilizzato il dispositivo.
Due numeri di telefono: un altro particolare da chiarire
Tra gli elementi emersi da uno screenshot c'è anche la possibile presenza di due numeri telefonici utilizzati da Rahel. Un particolare tutt'altro che secondario nella ricostruzione degli spostamenti e delle comunicazioni della studentessa. Occorre infatti capire se entrambi fossero attivi, a chi fossero intestati e quale fosse il loro effettivo utilizzo. La verifica dei tabulati, degli orari delle chiamate e delle eventuali comunicazioni attraverso le diverse utenze potrebbe contribuire a ricostruire una cronologia più precisa. È importante sottolineare che la presenza di due numeri non dimostra, di per sé, l'esistenza di contatti nascosti o di una seconda vita telefonica. Rappresenta però un elemento tecnico che merita di essere chiarito.
La paura di qualcuno e le assenze dalle lezioni
Uno degli aspetti più delicati riguarda le paure che Rahel avrebbe manifestato prima della scomparsa. Nelle precedenti ricostruzioni erano già emerse testimonianze relative a una ragazza che, nell'ultimo periodo, appariva particolarmente provata e preoccupata.Alcune informazioni riferite da persone vicine alla studentessa parlerebbero di una situazione di disagio legata alla presenza di qualcuno che le avrebbe dato fastidio. Rahel avrebbe avuto paura di una persona e questo timore, secondo quanto riferito, avrebbe inciso anche sulla sua quotidianità, fino a portarla a non frequentare le lezioni e a non partecipare alle elezioni universitarie. Si tratta di circostanze che necessitano di ulteriori riscontri, soprattutto per comprendere chi fosse eventualmente la persona temuta, quale rapporto avesse con la studentessa e se esistessero episodi concreti che avessero alimentato quella preoccupazione. Il tema della paura era già comparso nelle precedenti testimonianze raccolte sulla vicenda. Anche la trasmissione Rai, nelle anticipazioni della puntata del 4 novembre, pone esplicitamente una domanda: Rahel aveva paura di qualcuno? Un interrogativo che assume un peso particolare alla luce degli altri elementi emersi negli ultimi giorni.
La richiesta di accompagnamento a una visita ginecologica e a una psicologica
C'è poi il racconto di un'amica, che avrebbe riferito di una richiesta di aiuto da parte di Rahel. La studentessa le avrebbe chiesto di accompagnarla a una visita ginecologica e a un appuntamento psicologico. Un particolare importante, soprattutto se messo in relazione con quanto emerso successivamente sull'accesso al Pronto soccorso di Cosenza del 16 ottobre e sul racconto di una presunta violenza sessuale che Rahel avrebbe riferito di aver subito alcuni mesi prima. La giovane si sarebbe presentata in ospedale manifestando preoccupazione per quanto le sarebbe accaduto. Secondo le informazioni raccolte, avrebbe avuto anche difficoltà a comprendere pienamente la lingua italiana e si sarebbe allontanata prima di completare il percorso che avrebbe potuto portarla in Questura per formalizzare una denuncia. Il racconto dell'amica aggiunge quindi un altro tassello al quadro delle difficoltà personali che Rahel potrebbe aver attraversato.
Resta da capire quando siano state formulate queste richieste, se gli appuntamenti siano stati effettivamente fissati e se la ragazza sia riuscita a ricevere l'assistenza di cui aveva bisogno. La visita ginecologica, quella psicologica e il precedente accesso ospedaliero sono circostanze da approfondire senza attribuire loro significati che non siano stati accertati.
Le segnalazioni a Paola e il legame con San Francesco
Un'altra pista che merita attenzione riguarda Paola. Alcune persone avrebbero riferito di aver avvistato Rahel proprio nella città tirrenica, segnalazioni che al momento devono essere considerate come testimonianze da verificare e non come avvistamenti confermati. Il riferimento a Paola apre anche una riflessione su un aspetto della personalità della giovane: la sua religiosità. Rahel sarebbe stata una ragazza molto credente e particolarmente legata alla figura di San Francesco di Paola, patrono della Calabria. La studentessa sarebbe stata anche al Santuario dedicato al Santo. Un legame spirituale che rende comprensibile l'interesse verso eventuali segnalazioni provenienti da quel territorio, ma che non costituisce una prova di un suo possibile spostamento a Paola. Resta quindi fondamentale verificare ogni testimonianza, individuando con precisione date, orari, luoghi e caratteristiche della persona eventualmente riconosciuta.
Una vicenda ancora senza risposte
Le diverse ricostruzioni pubblicate nelle ultime settimane hanno fatto emergere un quadro complesso. Dall'accesso al Pronto soccorso del 16 ottobre alla presunta violenza riferita dalla studentessa, dalle testimonianze sul suo stato emotivo alle richieste di assistenza, fino ai contatti telefonici e alla possibile presenza di due numeri: sono tanti gli elementi che meritano di essere messi in relazione. Adesso, con il ritorno di “Chi l'ha visto?” sulla vicenda, l'attenzione si concentra anche sulle immagini e sulle nuove testimonianze che potrebbero aiutare a ricostruire gli ultimi contatti di Rahel. Resta da chiarire chi siano le persone con cui parlò quel giorno, perché compaiano nuovamente alcuni nominativi familiari, chi fosse lo sconosciuto con cui avrebbe conversato in inglese e se le sue paure fossero legate a una situazione concreta.
E soprattutto resta da capire dove sia finita.
La priorità non è costruire ipotesi, ma trovare Rahel. Ogni telefonata, ogni testimonianza e ogni possibile avvistamento devono essere verificati dalle autorità. Chiunque abbia informazioni utili può rivolgersi alle forze dell'ordine attraverso il numero di emergenza 112.
Rahel deve essere ritrovata. E ogni elemento utile, anche quello che oggi sembra soltanto un dettaglio, merita di essere verificato.