Reggio Calabria
Reggio Calabria

La Calabria torna sotto i riflettori nazionali per uno dei principali nodi della mobilità urbana. Secondo il Rapporto MobilitAria 2026, presentato a Roma da Kyoto Club e dal Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Reggio Calabria è la terza città italiana con il più alto tasso di motorizzazione.

Nel capoluogo dello Stretto si contano infatti 711 automobili ogni mille abitanti, un dato inferiore soltanto a quello di Torino, che guida la classifica con 822 veicoli ogni mille residenti, e di Catania con 807.

Il rapporto evidenzia come le città italiane continuino a registrare livelli di motorizzazione tra i più elevati d'Europa, confermando una forte dipendenza dall'automobile privata negli spostamenti quotidiani.

La Calabria tra le aree in maggiore ritardo sulla mobilità sostenibile

L'analisi mette in evidenza una significativa distanza tra le città del Nord e quelle del Mezzogiorno sul fronte della mobilità sostenibile.

Tra le realtà considerate più in ritardo figurano infatti Reggio Calabria, Catania, Palermo e Cagliari, accomunate da un elevato utilizzo dell'auto privata, da una rete di trasporto pubblico meno sviluppata e da infrastrutture ciclabili ancora insufficienti.

Al contrario, Milano, Bologna e Firenze risultano tra i centri urbani più avanzati grazie a una maggiore offerta di trasporto pubblico, a una più ampia diffusione della mobilità condivisa e a reti ciclabili maggiormente strutturate.

Piste ciclabili, Reggio Calabria tra gli ultimi posti

Uno degli aspetti più critici che emerge dal rapporto riguarda proprio le infrastrutture dedicate alla mobilità dolce.

Se Venezia dispone di 77 chilometri di piste ciclabili ogni 100 mila abitanti e Bologna arriva a 65 chilometri, Reggio Calabria si ferma a soli 6 chilometri ogni 100 mila abitanti, collocandosi nelle ultime posizioni della graduatoria nazionale.

Peggio fanno soltanto alcune città del Sud come Napoli e Catania, che registrano appena 3 chilometri ogni 100 mila abitanti, mentre Messina si attesta a quota 5.

Un dato che evidenzia la necessità di investimenti mirati per favorire forme di mobilità alternative all'automobile e migliorare la qualità degli spostamenti urbani.

Qualità dell'aria, segnali positivi ma resta la sfida ambientale

Il rapporto registra alcuni miglioramenti sul fronte della qualità dell'aria nel 2025. Nessuna delle principali città italiane ha superato i limiti annuali previsti per biossido di azoto, PM10 e PM2,5.

Particolarmente incoraggiante è il calo del biossido di azoto, uno degli inquinanti più direttamente collegati al traffico veicolare, che rispetto al 2024 diminuisce in quasi tutte le città con riduzioni comprese tra il 3 e il 17 per cento.

Nonostante questi progressi, gli esperti sottolineano che in molte aree urbane i livelli di inquinamento restano superiori sia ai nuovi standard europei che entreranno in vigore nel 2030 sia ai parametri più rigorosi indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Servono investimenti per cambiare modello

Secondo gli autori dello studio, l'automobile continua a essere il mezzo dominante negli spostamenti urbani italiani mentre il trasporto pubblico locale soffre ancora di un cronico sottofinanziamento.

Per invertire questa tendenza sarà necessario incrementare gli investimenti nel trasporto pubblico, nelle reti ciclabili e nella mobilità elettrica, creando condizioni favorevoli per una progressiva riduzione del traffico privato.

Il Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell'aria viene indicato come uno strumento fondamentale per colmare il divario esistente rispetto agli obiettivi europei e per affrontare le procedure di infrazione che hanno interessato l'Italia negli ultimi anni.

Una sfida decisiva anche per la Calabria

Per la Calabria, e in particolare per Reggio Calabria, i dati del Rapporto MobilitAria rappresentano un campanello d'allarme ma anche un'opportunità di programmazione.

La transizione verso modelli di mobilità più sostenibili passa attraverso il potenziamento dei servizi pubblici, la realizzazione di nuove infrastrutture ciclabili e la promozione di sistemi di trasporto innovativi capaci di ridurre la dipendenza dall'auto privata.

La città dello Stretto si trova oggi davanti alla sfida di colmare il gap che la separa dalle realtà urbane più avanzate, migliorando la qualità della mobilità e contribuendo allo stesso tempo alla riduzione dell'inquinamento e della congestione urbana.