Povia a sorpresa tra gli agricoltori in protesta in Calabria: «Il libero mercato selvaggio ammazza l'agricoltura»
Nel mirino non soltanto il caro carburante, ma un sistema economico che, secondo l'artista, penalizza da anni il mondo produttivo

Anche il mondo della musica si avvicina alla protesta che da settimane attraversa la Calabria. A Serra San Bruno, nel Vibonese, tra agricoltori e autotrasportatori mobilitati contro il caro carburante, è arrivato a sorpresa il cantautore Povia. Una presenza inattesa che ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà economiche denunciate dalle imprese agricole e dai lavoratori del trasporto. L'artista ha incontrato i manifestanti, ascoltando le ragioni della mobilitazione e manifestando apertamente la propria solidarietà. Un sostegno che non si è limitato alla questione dei rincari, ma si è trasformato in una riflessione più ampia sulle condizioni dell'agricoltura italiana e sulle politiche economiche degli ultimi decenni. La visita arriva in una fase particolarmente delicata per la protesta calabrese, che continua a interessare diverse province con presidi, rallentamenti alla circolazione e richieste di interventi strutturali per sostenere le attività produttive.
L'attacco al libero mercato e alle politiche economiche
Nel corso dell'incontro con i manifestanti, Povia ha espresso una posizione critica nei confronti di un modello economico che, a suo giudizio, avrebbe progressivamente indebolito il settore primario. «Il libero mercato selvaggio che c'è ormai da 30 anni ammazza l'agricoltura e le persone che ci sono dietro», ha dichiarato il cantautore, secondo quanto riportato dal Corriere della Calabria. Per l'artista, le difficoltà denunciate dagli agricoltori non possono essere ricondotte esclusivamente all'aumento del costo dei carburanti. Il problema sarebbe più profondo e riguarderebbe le condizioni nelle quali le imprese sono costrette a operare, tra costi crescenti e margini economici sempre più ridotti. «Non è solo la benzina, si deve andare sempre alla radice delle cose», ha aggiunto Povia, invitando a guardare oltre l'emergenza immediata. Il cantautore ha inoltre incoraggiato i manifestanti a proseguire con determinazione la mobilitazione, arrivando a sostenere forme di protesta particolarmente incisive, compreso il blocco delle attività.
Una protesta che va oltre il caro gasolio
Le dichiarazioni di Povia si inseriscono in un dibattito che nelle ultime settimane ha assunto particolare rilevanza in Calabria. Agricoltori e autotrasportatori denunciano infatti una situazione economica sempre più difficile, caratterizzata dall'aumento dei costi di produzione, dell'energia, dei fertilizzanti e dei trasporti. Per molte aziende agricole il prezzo del gasolio rappresenta soltanto uno degli elementi di una crisi più ampia. A pesare sono anche i rapporti commerciali lungo la filiera agroalimentare e la difficoltà di ottenere remunerazioni considerate adeguate rispetto alle spese sostenute. Una necessità di riequilibrare la filiera agricola, nel quale il vicepresidente nazionale di Confapi Francesco Napoli ha richiamato l'attenzione sulla distribuzione del valore tra produttori, intermediari e grande distribuzione. La protesta, partita dal mondo agricolo e progressivamente estesa al settore dell'autotrasporto, ha così assunto una dimensione che supera la singola rivendicazione sul prezzo dei carburanti.
La mobilitazione continua e raccoglie nuove adesioni
La presenza di Povia a Serra San Bruno rappresenta un ulteriore segnale della visibilità raggiunta dalla protesta calabrese, che negli ultimi giorni ha coinvolto anche cittadini, studenti e rappresentanti di altre categorie professionali. Dai presidi nel Vibonese alle manifestazioni lungo le principali arterie stradali del Cosentino e del Lametino, la mobilitazione continua a tenere alta l'attenzione sulle difficoltà delle imprese. Il sostegno del cantautore aggiunge una voce pubblica alle rivendicazioni dei manifestanti, ma lascia aperta la questione centrale: individuare risposte economiche e istituzionali capaci di intervenire non soltanto sull'emergenza carburanti, ma anche sulle condizioni strutturali che incidono sulla competitività delle aziende agricole calabresi.