Usura e minacce, prestiti al 120% scoperti dai carabinieri
Un arresto e due indagati, sequestrati soldi nascosti e ricostruito il sistema illecito
Un sistema di prestiti caratterizzato da tassi usurari ha portato all’arresto di un uomo di 70 anni, finito ai domiciliari su disposizione del Tribunale. Al centro della vicenda un piccolo imprenditore agricolo che, dopo aver ricevuto un prestito nel 2019, si sarebbe trovato costretto a restituire il denaro con interessi fino al 120%. Le difficoltà nel saldare il debito avrebbero dato origine a una spirale di pressioni culminata con la denuncia presentata nel 2025.
Minacce e tentativi di estorsione per far ritirare la denuncia
Dopo la segnalazione alle forze dell’ordine, la vittima sarebbe stata oggetto di ulteriori intimidazioni. Due persone, attualmente indagate a piede libero, avrebbero cercato di convincerla a ritirare la denuncia attraverso minacce e tentativi di estorsione, aggravando ulteriormente una situazione già segnata da forte vulnerabilità economica.
Sequestri e denaro nascosto scoperto durante le perquisizioni
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura, ha consentito anche di ricostruire i profitti illeciti e disporre il sequestro preventivo delle somme ritenute legate all’attività usuraria. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto denaro contante per circa 130 mila euro, nascosto in un contenitore all’interno di un pollaio. Parte della somma, pari a circa 98 mila euro, è stata sequestrata in vista della confisca, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.