Progetto di Città unica: se ci sei batti un colpo
Perché la scelta del luogo dove costruire il nuovo ospedale non rappresenta soltanto una questione sanitaria o urbanistica
Le dichiarazioni della vicesindaca di Cosenza Maria Locanto riaccendono il dibattito sull’area urbana. Al centro anche il nuovo ospedale e l’ipotesi di Vaglio Lise come punto di partenza per una nuova idea di città
A volte ritornano.
O forse non sono mai andati via.
Le pulsioni verso la Città unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero tornano con forza nel dibattito politico e istituzionale, dopo le dichiarazioni della vicesindaca di Cosenza Maria Locanto, che ha riportato al centro della riflessione non soltanto la ripresa del progetto di un’unica grande città, ma anche una delle questioni più importanti e strategiche per il futuro dell’intero territorio: la costruzione del nuovo ospedale.
E proprio qui potrebbe trovarsi il punto iniziale di un nuovo percorso.
Perché la scelta del luogo dove costruire il nuovo ospedale non rappresenta soltanto una questione sanitaria o urbanistica. Potrebbe diventare, invece, il primo tassello di un ragionamento molto più ampio, capace di ridisegnare l’idea stessa dell’area urbana.
Vaglio Lise e una scelta strategica
Secondo la vicesindaca Locanto, la realizzazione del nuovo ospedale dovrebbe necessariamente individuare nell’area di Vaglio Lise una delle soluzioni strategicamente più importanti per l’intero territorio.
Una scelta che, se inserita all’interno di una visione più ampia, potrebbe rappresentare molto di più della semplice individuazione di un’area destinata alla nuova struttura sanitaria.
Potrebbe diventare il punto dal quale ripensare collegamenti, mobilità, servizi, periferie e sviluppo urbano.
Una sorta di primus movens di un processo destinato a mettere in movimento una nuova idea di città.
Una nuova arena urbana
Il progetto della Città unica, al di là delle sue vicende politiche e dei percorsi amministrativi che negli anni lo hanno accompagnato, continua dunque a rappresentare un tema capace di riemergere ogni volta che si prova a discutere seriamente del futuro dell’area urbana cosentina.
Forse perché, in fondo, il problema non è mai stato soltanto quello di mettere insieme tre Comuni.
La vera sfida è sempre stata quella di costruire una nuova arena urbana, moderna, funzionale e soprattutto a misura di cittadino.
Un territorio nel quale i confini amministrativi non diventino confini per i servizi. Dove la mobilità, la sanità, i trasporti, l’urbanistica e la pianificazione possano finalmente essere affrontati attraverso una visione comune.
Una grande Cosenza che riparta dalle periferie
E allora il nuovo ospedale potrebbe rappresentare un vero e proprio atto fondativo.
Non soltanto una nuova struttura sanitaria, ma il punto di partenza per immaginare una grande Cosenza capace di ripensare se stessa.
Una città che riparta dalle periferie, troppo spesso considerate semplicemente come margini geografici e non come parti essenziali della vita urbana.
Tutto questo insieme alla costruzione di nuove infrastrutture e alla definizione di servizi realmente integrati, potrebbe diventare il secondo grande pilastro di questo nuovo processo urbano.
Perché una città moderna non si costruisce soltanto concentrando funzioni e investimenti nel centro. Si costruisce quando ogni sua parte viene messa nelle condizioni di sentirsi parte di un unico sistema.
Il dibattito torna al centro
La Città unica, dunque, torna.
O forse, come spesso accade alle grandi questioni che riguardano il futuro di un territorio, non è mai davvero andata via.
È rimasta lì, sospesa tra progetti, divisioni, occasioni mancate e nuove possibilità.
Le parole della vicesindaca Maria Locanto riportano oggi quella discussione dentro un quadro diverso, legato alla necessità di assumere decisioni strategiche sul nuovo ospedale e, più in generale, sul futuro dell’intera area urbana.
La domanda, allora, potrebbe non essere più semplicemente se Cosenza, Rende e Castrolibero debbano diventare una sola città. La domanda forse è un’altra.
Che tipo di città vogliamo costruire per i prossimi decenni?
E se il nuovo ospedale di Vaglio Lise potrà rappresentare davvero l’incipit di questo percorso, allora la Città unica potrebbe tornare ad essere non soltanto un progetto amministrativo, ma l’occasione per immaginare finalmente una nuova città.
Davide Beltrano