PNRR, Nicoletta Perrotti cambia prospettiva: “La vera sfida è la Pubblica amministrazione”
I fondi PNRR al Sud sono uno dei maggiori temi che la politica deve affrontare. E deve farlo partendo da un bilancio che, almeno per la Calabria, presenta più di qualche elemento di riflessione.
La fotografia più recente parla di 23.261 progetti finanziati in Calabria per oltre 6,2 miliardi di euro, ma soltanto il 15,6% risulta concluso, contro una media nazionale del 26,2%. Un dato che non può essere utilizzato per alimentare la solita narrazione di una Calabria incapace, ma che certamente racconta una difficoltà nella trasformazione delle risorse in risultati concreti.
Il vero problema è amministrativo
È proprio da qui che parte una riflessione diversa, quella della consigliera di minoranza del Comune di Castrolibero, già assessora ai Lavori pubblici, Nicoletta Perrotti, che sposta il tema dal semplice utilizzo dei fondi alla capacità della pubblica amministrazione di governare una stagione straordinaria di investimenti.
Il 31 agosto, osserva Perrotti, non rappresenta semplicemente la fine dell’estate, ma una data importante per il PNRR, perché si chiude la fase di attuazione legata alle milestone e ai target del Piano. La partita, tuttavia, non finisce qui: restano gli adempimenti finali e la chiusura finanziaria.
Ma il punto politico, secondo la consigliera, è soprattutto un altro: il PNRR è stato un enorme stress test per la Pubblica amministrazione italiana.
La velocità non basta
In questi anni ai Comuni è stato chiesto di trasformare rapidamente le risorse in progetti, affidamenti, opere e servizi, rispettando contemporaneamente procedure, controlli, vincoli europei, monitoraggio e rendicontazione.
Una velocità nuova per una macchina amministrativa che, soprattutto nei piccoli Comuni, spesso deve fare i conti con personale ridotto e competenze insufficienti.
E qui emerge una questione che riguarda direttamente il futuro del Sud: la capacità amministrativa è essa stessa un’infrastruttura.
Perché ottenere un finanziamento non significa aver prodotto sviluppo. Il finanziamento deve diventare una scuola, un’infrastruttura, un servizio, una rete digitale, un’opportunità concreta per i cittadini.
La fotografia della Calabria
I numeri rendono evidente la dimensione della sfida. In Calabria sono oltre 23 mila gli interventi finanziati e Cosenza è la provincia con il maggior numero di progetti: 9.115, per quasi 2 miliardi di euro, dei quali il 17,9% risulta concluso.
Sono risorse enormi, ma proprio per questo aumenta la responsabilità di chi deve trasformarle in opere e servizi.
Non basta dunque chiedersi quanti soldi siano arrivati. Bisogna chiedersi quanto di quei soldi sia diventato realtà.
E poi c’è Castrolibero
La riflessione di Perrotti entra quindi nel concreto del territorio.
A Castrolibero risultano diversi interventi finanziati dal PNRR, ma non tutti hanno il Comune come soggetto attuatore. Quelli direttamente riconducibili all’amministrazione comunale sono otto progetti, per circa 3 milioni di euro complessivi, di cui circa 2,8 milioni provenienti dal PNRR.
Una distinzione tutt’altro che secondaria: essere territorio destinatario di un finanziamento è una cosa, essere il soggetto chiamato ad attuarlo è un’altra.
Nel secondo caso arrivano responsabilità precise: progettare, affidare, realizzare, pagare, monitorare e rendicontare.
Il giorno dopo
È questo, probabilmente, il punto più interessante della riflessione.
Il PNRR prima o poi finirà, ma la necessità di avere Comuni capaci di progettare e amministrare resterà.
Perrotti invita quindi a non fermarsi né ai trionfalismi né alle condanne. Il Piano ha portato risorse straordinarie e ha accelerato processi importanti, ma ha anche mostrato con chiarezza i limiti della macchina amministrativa.
Il vero bilancio del PNRR, allora, non sarà soltanto quello delle opere realizzate. Sarà anche quello della capacità che avremo costruito per amministrarle.
Perché i finanziamenti straordinari finiscono. Una Pubblica amministrazione forte, competente ed efficiente deve invece restare.
Ed è questa, per il Sud, per la Calabria e per i nostri Comuni, la vera partita del giorno dopo.