Libri scolastici, la spesa delle famiglie cresce: Consumatori contro l’aumento dei tetti
L’Unione Nazionale Consumatori denuncia un incremento dei costi ben superiore al rincaro dei prezzi di copertina: nel mirino l’innalzamento al 20% della possibilità di sforare i tetti di spesa e il ricorso ai libri “consigliati”
I libri scolastici aumentano del 2,3% rispetto al 2025, ma secondo l’Unione Nazionale Consumatori il vero problema non è tanto il rincaro dei singoli volumi quanto l’aumento complessivo della spesa che ricade sulle famiglie.
A denunciarlo è il presidente Massimiliano Dona, che punta il dito contro la decisione del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di portare dal 15% al 20% la possibilità per le scuole di superare i tetti di spesa previsti per i libri della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Secondo i calcoli dell’associazione, questa modifica determinerebbe un incremento aggiuntivo del 4,35% rispetto allo scorso anno, a cui si somma l’1,5% legato al tasso di inflazione programmata per il 2026. Il risultato sarebbe un aumento potenziale complessivo del 5,85%.
Il nodo dei libri “consigliati”
Dona richiama poi l’attenzione sul ricorso ai libri definiti “consigliati”, che formalmente non rientrano tra quelli obbligatori ma che, nella pratica, vengono spesso acquistati dalle famiglie.
Secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, proprio attraverso questo meccanismo alcune scuole riuscirebbero a restare formalmente entro i tetti di spesa, mentre il costo effettivamente sostenuto dai genitori finirebbe per superarli anche in maniera significativa.
In alcuni casi, denuncia Dona, gli aumenti relativi ai testi consigliati sarebbero doppi rispetto a quelli dei libri obbligatori, con superamenti dei limiti complessivi che potrebbero arrivare oltre il 50%.
Quanto possono salire i tetti
Tra gli esempi citati dall’associazione c’è quello del terzo anno di un liceo scientifico, dove la soglia di spesa potrebbe salire da 331 euro a 397,20 euro, con un aumento di oltre 66 euro.
Ancora più marcato l’incremento per il terzo anno del liceo classico: in questo caso il tetto potrebbe passare da 395 a 474 euro, con una differenza di 79 euro.
Numeri che, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, dimostrano come la spesa possa crescere ben oltre il semplice aumento del prezzo dei libri.
Critiche al ministro Valditara
Dona contesta anche la progressione degli ultimi due anni.
«Già lo scorso anno aveva innalzato la soglia storica del 10% al 15%. Non contento, quest’anno è passato al 20%», afferma il presidente dell’associazione, sottolineando come il limite di tolleranza sia di fatto raddoppiato in due anni.
L’Unione Nazionale Consumatori ritiene che questo meccanismo finisca per trasferire sulle famiglie una quota crescente dei costi scolastici.
Detrazioni e sconti, resta il nodo fiscale
Nel mirino dell’associazione c’è infine anche il trattamento fiscale dei libri scolastici.
Dona ricorda che i testi continuano a non essere detraibili dalle tasse e critica il limite agli sconti superiori al 15% sul prezzo di copertina, anche quando applicati sotto forma di buoni spesa.
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il combinarsi di rincari, tetti più flessibili e minori possibilità di sconto rischia quindi di pesare in maniera significativa sui bilanci delle famiglie proprio all’inizio del nuovo anno scolastico.