Guccione attacca l’Asp di Cosenza sul 118: “Convenzioni a rischio e servizio di emergenza in forte difficoltà”
L’esponente della direzione nazionale del Partito Democratico denuncia criticità nella gestione delle postazioni di emergenza, carenze di personale e mezzi fuori uso. “Si rischia di compromettere la sicurezza dei cittadini”
Nuove polemiche sulla gestione del sistema di emergenza-urgenza in Calabria. A sollevarle è Carlo Guccione, componente della direzione nazionale del Partito Democratico, che punta il dito contro l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza in merito alle convenzioni stipulate con le associazioni del Terzo settore impegnate nel supporto al servizio 118.
Secondo Guccione, l'Asp di Cosenza avrebbe sottoscritto accordi con le associazioni accreditate dal Servizio sanitario regionale per la gestione delle postazioni di emergenza, ma una successiva deliberazione aziendale avrebbe modificato unilateralmente le condizioni precedentemente concordate.
Una scelta che, secondo l'esponente democratico, potrebbe determinare un possibile inadempimento contrattuale e mettere a rischio la validità delle convenzioni sottoscritte.
Il caos della regionalizzazione del 118
Nella nota, Guccione allarga il quadro delle criticità all'intero sistema dell'emergenza-urgenza calabrese.
Secondo il dirigente del Pd, il processo di regionalizzazione del 118 sarebbe oggi bloccato da problemi amministrativi e da contenziosi ancora aperti davanti ai tribunali amministrativi.
A questa situazione si aggiungerebbe una cronica carenza di personale che, a suo giudizio, continua a incidere negativamente sulla qualità e sulla tempestività degli interventi di soccorso.
“Gli organici risultano gravemente sottodimensionati”, sostiene Guccione, evidenziando le conseguenze che tale situazione avrebbe sull'operatività quotidiana del servizio.
Ambulanze ferme e mezzi inutilizzati
Particolarmente severa è la denuncia relativa al parco mezzi del 118.
Secondo quanto riferito da Guccione, numerose ambulanze e veicoli destinati all'emergenza risulterebbero guasti e inutilizzati da mesi, senza adeguati interventi di riparazione o sostituzione.
L'esponente del Pd afferma inoltre che alcuni mezzi sarebbero addirittura coinvolti in procedure di pignoramento.
Una situazione che, secondo Guccione, configurerebbe una possibile violazione degli obblighi contrattuali previsti nei confronti della società Orion, incaricata della gestione e della manutenzione del parco mezzi del servizio di emergenza.
Le criticità sulle postazioni operative
Tra gli aspetti evidenziati nella denuncia vi è anche il numero delle postazioni attive sul territorio regionale.
Guccione sostiene che delle 63 postazioni del 118 inizialmente programmate e finanziate, soltanto 30 sarebbero oggi pienamente operative.
Una situazione che, a suo giudizio, lascerebbe scoperte vaste aree della Calabria, in particolare nelle zone montane e nei territori dell'entroterra, aumentando le difficoltà di intervento in caso di emergenza.
Secondo l'esponente democratico, gli investimenti effettuati negli ultimi anni non si sarebbero tradotti in un reale miglioramento del servizio a causa di problemi organizzativi e gestionali.
“Serve una svolta immediata”
Guccione conclude il proprio intervento parlando di uno spreco di risorse pubbliche e di un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini.
“Non è tollerabile che, nonostante gli ingenti investimenti annunciati, i cittadini debbano continuare a subire un servizio dimezzato e inefficiente”, afferma.
L'esponente del Pd chiede una rapida inversione di rotta nella gestione dell'emergenza-urgenza in Calabria, sostenendo che il sistema necessiti di interventi immediati per evitare ulteriori criticità.
“Serve una svolta immediata e una radicale inversione di rotta nella gestione del 118 prima che il sistema imploda definitivamente”, conclude Guccione.