Sottosegretari in Regione, Tridico attacca Occhiuto: «Hanno vinto i calabresi»
Dopo la decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle chiede al presidente della Regione di ritirare la norma o lasciare decidere i cittadini
«Hanno vinto i calabresi. Ha vinto la Calabria che conosce la fatica e i sacrifici e non vuole più vedere sprecati i propri soldi». Con queste parole l’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles ed ex candidato alla presidenza della Regione Calabria, commenta la decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, che ha dato ragione alle opposizioni sulla richiesta di consultazione popolare relativa alla modifica dello Statuto regionale e all’introduzione dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta.
Per Tridico si tratta di una vittoria politica e istituzionale, ma soprattutto di una conferma rispetto alla battaglia portata avanti nei mesi scorsi contro una riforma giudicata non prioritaria per la Calabria.
La contestazione alla modifica dello Statuto
Il nodo riguarda la modifica statutaria che consente la nomina di due sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale. Una scelta che l’opposizione ha contestato fin dall’inizio, ritenendola lontana dalle reali emergenze della regione.
«Lo avevamo detto in ogni sede utile, dentro e fuori dal Consiglio regionale: modificare lo Statuto per aggiungere due sottosegretari alla Presidenza della Giunta non era la priorità di questa regione», afferma Tridico.
L’europarlamentare lega la critica al quadro generale della Calabria, richiamando sanità, infrastrutture e fuga dei giovani. «Non lo era quando la maggioranza ha riscritto le regole del referendum sullo Statuto per escludere dalla consultazione popolare le revisioni definite “organizzative”, una scappatoia disegnata su misura, con le proprie regole, per la propria riforma. Non lo è oggi, con la sanità che arretra, le infrastrutture ferme e i giovani che continuano a fare le valigie».
Il ricorso dopo il rigetto della richiesta
Secondo quanto ricostruito da Tridico, la richiesta di referendum era stata inizialmente rigettata il 28 aprile dal segretario generale del Consiglio regionale. Una decisione contro la quale le opposizioni hanno deciso di presentare ricorso.
«Occhiuto non ci ha ascoltato. È andato avanti con arroganza, fino a far rigettare dal segretario generale del Consiglio regionale, di sua nomina, la nostra richiesta di referendum», dichiara ancora Tridico.
La vicenda ha avuto però un nuovo sviluppo con la decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum. «Non ci siamo arresi. Abbiamo presentato ricorso, e ieri l’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ci ha dato completamente ragione: il referendum sull’abrogazione dei sottosegretari si può e si deve fare».
La critica sui costi
Uno dei punti centrali della contestazione riguarda il costo della misura. Tridico parla di una spesa che, nell’arco della legislatura, potrebbe arrivare fino a 2 milioni di euro.
«E per fare cosa? “Coadiuvare” il presidente», afferma l’europarlamentare, sottolineando come il presidente della Regione abbia comunque proceduto alla nomina di un sottosegretario senza attendere l’esito del contenzioso.
Per Tridico, la reintroduzione di questa figura non risponderebbe a una reale esigenza amministrativa, ma a una logica di equilibrio politico interno alla maggioranza. «Una figura che la Calabria aveva già abolito ed è stata reintrodotta da Occhiuto per tenere insieme gli equilibri interni della maggioranza e accontentare i partiti della coalizione».
L’appello a Occhiuto
Alla luce della decisione dell’Ufficio centrale regionale per il referendum, Tridico chiama direttamente in causa il presidente Roberto Occhiuto. Secondo l’europarlamentare, il governatore ha ora davanti due strade.
«A questo punto la scelta è tutta nelle mani del governatore. O riconosce lo spreco, torna in Consiglio regionale e ritira i due sottosegretari, oppure si assuma la responsabilità di indire il referendum e lasci che siano i calabresi a decidere se quei soldi valgono la pena».
Per Tridico, la vicenda segna la fine delle scorciatoie procedurali. «Le scappatoie procedurali sono finite», aggiunge, rivendicando il valore della consultazione popolare come strumento di partecipazione democratica su una modifica dello Statuto regionale.
Il ringraziamento alle opposizioni
Nel suo intervento, Tridico rivolge infine un ringraziamento ai gruppi di opposizione in Consiglio regionale, agli avvocati e ai costituzionalisti che hanno sostenuto la battaglia.
«Ringrazio tutti i gruppi di opposizione in Consiglio regionale, gli avvocati e i costituzionalisti che hanno sostenuto questa battaglia. Questa vittoria è merito loro, prima ancora che nostro», conclude l’europarlamentare.
La decisione riapre dunque il confronto politico sulla riforma statutaria e sulla figura dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta. Al centro resta il tema del rapporto tra costi della politica, priorità della Calabria e diritto dei cittadini a pronunciarsi attraverso il referendum.