I militari del Guardia di Finanza – Gruppo di Locri – hanno arrestato e posto agli arresti domiciliari un sostituto commissario, dirigente del distaccamento di Brancaleone della Polizia stradale. L’uomo è accusato di corruzione, concussione e falsità in atto pubblico.

L’ordinanza del Gip e l’inchiesta della Procura

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito in attuazione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri, su richiesta della Procura della Repubblica di Locri. Nell’ambito dell’inchiesta risultano indagate altre venti persone, tutte estranee alla Polizia stradale.

Le indagini e la segnalazione iniziale

Secondo quanto riferito dalla Procura in una nota, l’arresto rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa, sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche e numerose acquisizioni documentali. L’indagine ha preso avvio dalla segnalazione di un autotrasportatore alla sezione di Palmi della Polizia stradale, che aveva denunciato un’indebita dazione di denaro consegnata al sostituto commissario poi arrestato.

I favori indebiti contestati

Sulla base delle attuali e provvisorie acquisizioni investigative, valutate in termini di gravità indiziaria, è emerso che il pubblico ufficiale, abusando della propria qualifica e del ruolo di dirigente del distaccamento di Brancaleone, avrebbe violato sistematicamente i doveri d’ufficio. In particolare, avrebbe indotto titolari di imprese di autotrasporto a promettere e consegnare somme di denaro in cambio di favori indebiti.

Patenti ritirate e controlli elusi

Tra i presunti benefici garantiti, vi sarebbe stata la possibilità per alcuni autisti di continuare a guidare nonostante il ritiro della patente. Secondo l’accusa, il dirigente avrebbe anche fornito indicazioni sui metodi per eludere eventuali controlli su strada, alterando così il corretto funzionamento delle attività di vigilanza.

Comunicazione dei turni e omissioni nei verbali

La Procura ha inoltre contestato, sempre in termini di gravità indiziaria, che l’indagato comunicava preventivamente i turni di servizio di altri operatori di polizia, ometteva l’inserimento dei verbali di ritiro patente nelle banche dati in uso alle forze dell’ordine e prospettava a soggetti controllati la possibilità di evitare sanzioni, decurtazioni di punti e provvedimenti restrittivi.

Pagamenti in contanti per evitare sanzioni

In più occasioni, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato avrebbe prospettato l’elusione delle conseguenze amministrative e penali dei controlli attraverso il pagamento diretto di somme di denaro in contanti, configurando un sistema corruttivo strutturato.

Un’inchiesta ancora in corso

L’indagine resta in fase preliminare e le responsabilità saranno accertate nelle sedi giudiziarie competenti. La Procura di Locri prosegue gli approfondimenti per delineare con precisione ruoli, responsabilità e l’eventuale estensione del sistema illecito contestato.