Cosenza ricorda i bambini vittime del 1943, Caruso richiama ai valori di pace e memoria
Commemorazione promossa dal Comitato Spirito Santo, il sindaco invita a contrastare ogni forma di violenza e a difendere i diritti
Cosenza ha rinnovato il proprio ricordo per una delle pagine più dolorose della sua storia. Il sindaco Franz Caruso ha partecipato alla commemorazione dei cinque bambini uccisi durante i bombardamenti anglo-americani del 12 aprile 1943, iniziativa promossa dal Comitato spontaneo Spirito Santo guidato da Giannino Dodaro. Una presenza sentita, quella del primo cittadino, che ha sottolineato il valore della memoria collettiva e il peso di una tragedia che continua a vivere nella coscienza della città.
Memoria e responsabilità per costruire il futuro
Nel suo intervento, Caruso ha richiamato il significato profondo della giornata, parlando di un dolore che attraversa le generazioni e che impone una riflessione sul presente. Il sindaco ha evidenziato come la memoria non debba essere solo un momento commemorativo, ma uno strumento attivo per evitare il ripetersi degli errori del passato. Un messaggio rivolto in particolare ai giovani, chiamati a custodire e trasmettere i valori della pace e della convivenza civile.
Il valore della pace e il ruolo dell’educazione
Ampio spazio è stato dedicato al tema della pace, definita come una conquista mai definitiva. Caruso ha richiamato i conflitti ancora in corso nel mondo, sottolineando come sia necessario un impegno quotidiano per difendere libertà e diritti. In questo contesto, il sindaco ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione e della scuola come strumenti fondamentali per contrastare ogni forma di violenza, a partire da quella verbale, sempre più diffusa anche attraverso i social.
Difendere i valori democratici contro ogni violenza
Nel passaggio conclusivo, il primo cittadino ha ribadito che il cambiamento passa attraverso strumenti democratici e non attraverso la forza. Un invito a non abbassare la guardia e a continuare a difendere i valori di pace, libertà e uguaglianza. La commemorazione si è così trasformata in un momento di riflessione collettiva, capace di unire memoria storica e impegno civile per il futuro.