Carburanti, prezzi oltre i 2 euro anche nelle regioni: Calabria tra le più care d’Italia
Gasolio e benzina in aumento su tutto il territorio nazionale, ma la Calabria si conferma tra le aree con i costi più elevati
Il prezzo dei carburanti continua a salire e segna un nuovo passaggio critico: il gasolio supera la soglia dei 2 euro al litro non solo lungo la rete autostradale, ma anche nelle medie regionali. In alcune aree del Paese, come Molise e Campania, il costo medio si attesta ormai a 2,02 euro al litro, segnando un incremento significativo rispetto ai giorni precedenti. Un aumento che si riflette direttamente sui consumatori, con un pieno da 50 litri che in molte regioni costa già oltre 2 euro in più rispetto a ieri.
Calabria tra le regioni con i prezzi più alti
In questo scenario, emerge con forza il dato che riguarda la Calabria, tra le regioni più penalizzate. Il prezzo medio del gasolio si attesta a 2,034 euro al litro, posizionando il territorio calabrese ai vertici della classifica nazionale insieme al Molise e subito dopo realtà come Bolzano e Sicilia. Anche sul fronte della benzina la situazione non è più favorevole: con una media di 1,760 euro al litro, la Calabria risulta tra le regioni con i costi più elevati, seconda solo alla Basilicata e a Bolzano.
Un quadro nazionale in forte crescita dei costi
L’andamento dei prezzi, elaborato sui dati ufficiali, evidenzia una crescita diffusa in tutta Italia. Solo le Marche restano leggermente sotto la soglia dei 2 euro per il gasolio, mentre l’Abruzzo si colloca esattamente sul limite. In testa alla classifica del gasolio più caro si trova Bolzano, con 2,042 euro al litro, seguita dalla Sicilia. Anche la benzina registra rincari generalizzati, con valori più contenuti soltanto in alcune regioni del Centro.
Impatto diretto su famiglie e mobilità in Calabria
Per la Calabria, il caro carburanti rappresenta un ulteriore elemento di difficoltà per famiglie e imprese, già alle prese con costi energetici e logistici elevati. In un territorio dove la mobilità privata resta spesso l’unica alternativa, l’aumento dei prezzi incide in modo diretto sul potere d’acquisto e sulla quotidianità dei cittadini. Un quadro che alimenta preoccupazione e rilancia il tema di interventi strutturali per contenere i rincari e sostenere i territori più esposti.