Le carceri calabresi stanno attraversando una fase sempre più critica. A denunciarlo è l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria, che parla di una situazione ormai vicina al collasso e caratterizzata da problemi diffusi in numerosi istituti della regione. Secondo il sindacato, non si tratterebbe più di episodi isolati ma di una vera e propria emergenza che coinvolge strutture come Reggio Calabria-Arghillà, Corigliano-Rossano, Crotone e Catanzaro.

Alla base delle preoccupazioni vi sono carenze di personale, difficoltà organizzative e un crescente numero di episodi di violenza che metterebbero a rischio la sicurezza degli operatori penitenziari impegnati quotidianamente negli istituti.

Aggressioni e carenza di organico aggravano la crisi

L’Osapp evidenzia un’escalation di aggressioni nei confronti degli agenti della Polizia penitenziaria. Tra i casi segnalati figurano diversi episodi avvenuti nel carcere di Arghillà, dove in una sola settimana si sarebbero registrate cinque aggressioni con conseguenti ferimenti del personale.

Situazione complessa anche a Corigliano-Rossano, dove il sindacato segnala criticità nella gestione dei detenuti sottoposti a provvedimenti disciplinari, aggravate dalla mancanza di spazi adeguati. A tutto questo si aggiungono le storiche difficoltà degli istituti di Crotone e Catanzaro, dove la carenza di personale renderebbe particolarmente difficile garantire un controllo efficace dei reparti.

Richiesta di un intervento urgente del Governo

Alla luce del quadro delineato, il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano, ha chiesto formalmente un’audizione urgente con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e i vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

L’obiettivo è aprire un confronto diretto sulle problematiche che interessano il sistema carcerario calabrese e individuare soluzioni concrete per rafforzare organici, sicurezza e gestione degli istituti. Secondo il sindacato, non è più sufficiente affrontare le criticità con interventi ordinari, ma occorre una strategia straordinaria capace di rispondere a una situazione che viene definita ormai emergenziale e che coinvolge l’intero sistema penitenziario regionale.