Cara di Isola Capo Rizzuto: la Cassazione conferma le condanne, definitiva quella per l'ex governatore Sacco
La Suprema Corte mette la parola fine su gran parte del processo "Jonny", confermando le infiltrazioni e le ingerenze delle cosche Arena e Nicoscia nella gestione economica del centro d'accoglienza per migranti
ISOLA DI CAPO RIZZUTO – Diventano definitive le condanne del processo "Jonny", l'inchiesta cardine della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro che nel 2017 ha svelato le pesanti infiltrazioni mafiose all'interno del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto.
La Suprema Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia di Isola di Capo Rizzuto, rendendo irrevocabile la sua condanna a otto anni di reclusione.
Il sistema del Cara di Sant'Anna: fondi sottratti all'accoglienza
La sentenza dei giudici di legittimità ha confermato integralmente l'impianto accusatorio iniziale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, le cosche Arena e Nicoscia erano riuscite a imporre la propria egemonia sulla gestione economica e sugli appalti del centro d'accoglienza per migranti "Sant'Anna". Attraverso questo controllo capillare, la criminalità organizzata locale riusciva a drenare ingenti capitali illeciti, sottraendo risorse destinate ai servizi per i richiedenti asilo.
Tutte le condanne definitive del rito abbreviato
La Cassazione ha respinto i ricorsi di numerosi imputati che avevano optato per il rito abbreviato, blindando così le decisioni precedentemente assunte dalla Corte d'Appello:
Maurizio Greco: 10 anni di reclusione
Domenico Riillo: 10 anni di reclusione
Giuseppe Pullano: 8 anni e 8 mesi di reclusione
Antonio Giglio: 8 anni di reclusione
Francesco Arena (classe 1979): 7 anni di reclusione
Ricorsi inammissibili e altre posizioni irrevocabili
Dichiarati inammissibili anche i ricorsi di un altro gruppo di indagati, le cui condanne diventano di conseguenza definitive:
Nicolino Gioffrè: 11 anni e 4 mesi
Rosario Lentini: 8 anni e 10 mesi
Fortunato Pirrò: 8 anni
Domenico Nicoscia: 8 anni
Vincenzo Lentini: 8 anni
Ricalcoli di pena e rinvii a nuovo giudizio
Per alcune specifiche posizioni, gli "ermellini" hanno disposto l'annullamento senza rinvio, procedendo alla rideterminazione immediata della pena:
Antonio Poerio: condannato in via definitiva a 6 anni e 8 mesi.
Nicola Lentini: la pena scende a 1 anno e 4 mesi.
Giuseppe Lequoque: annullamento parziale limitato unicamente al provvedimento di confisca.
Un nutrito gruppo di altri imputati ha invece ottenuto l'annullamento con rinvio: le loro posizioni dovranno essere rivalutate in un nuovo giudizio davanti a una diversa sezione della Corte d'Appello di Catanzaro.
Il precedente della scorsa settimana La decisione della Cassazione segue di pochi giorni un altro verdetto definitivo dello stesso filone processuale: la condanna a otto anni di reclusione per l'ex parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio