Ministro Lollobrigida
Ministro Lollobrigida

Sulla drammatica strage di Amendolara interviene direttamente il governo con la linea della fermezza. A margine della presentazione del secondo rapporto annuale dell'Agea a Monte Compatri, alle porte di Roma, il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha espresso una netta condanna sull'omicidio dei quattro braccianti agricoli rimasti uccisi lo scorso lunedì in Calabria, invocando tolleranza zero contro ogni forma di illegalità nelle campagne.

Il ministro ha voluto scindere la questione in due capitoli distinti. Il primo riguarda l'aspetto strettamente giudiziario dell'agguato, che definisce un efferato atto ingiustificabile sul quale la magistratura sta già indagando e che sembra aver già individuato i presunti colpevoli. Secondo l'esponente del governo Meloni, questa vicenda si inserisce all'interno di un sistema d'immigrazione sul quale l'esecutivo ha già messo in campo numerosi provvedimenti, ma che necessita di interventi ancora più forti e fermi.

Il secondo capitolo tocca invece il tema del possibile sfruttamento da parte delle aziende agricole del territorio. Su questo punto Lollobrigida ha preferito non sbilanciarsi nell'immediato, spiegando che sono in corso approfondimenti approfonditi e che sarà opportuno esprimere un giudizio formale solo quando gli inquirenti avranno raccolto elementi sufficienti.

Nel tracciare una valutazione di carattere generale, il titolare dell'Agricoltura ha usato parole durissime, etichettando senza esitazione chi sfrutta il caporalato come un delinquente e un criminale. I motivi di questa condanna, ha spiegato Lollobrigida, sono due. Da un lato vi è l'inaccettabile sfruttamento di persone vulnerabili i cui diritti fondamentali devono essere sempre tutelati, a prescindere dalla nazionalità di origine. Dall'altro, il caporalato genera una pesante concorrenza sleale ai danni delle tantissime imprese agricole italiane che lavorano nel pieno rispetto delle regole e che, proprio per questo, sostengono costi operativi molto più alti rispetto a chi sottopaga la manodopera. Per questo doppio crimine, ha concluso il ministro, non ci dovrà essere alcuno spazio per la clemenza.