Quando il sogno di viaggiare nello spazio diventa realtà: è il programma Artemis avviato dalla NaSa con il contributo dell’Università della Calabria, per portare su Marte “la prima donna e il prossimo uomo” entro il 2024. L’ambizioso progetto è basato sull’utilizzo di SpaceFom, lo standard che consente la comunicazione tra diversi moduli di una missione spaziale. Tra i principali ideatori, non poteva mancare la firma calabrese del professore di Ingegneria Informatica, Alfredo Garro, che rappresenterebbe il primo europeo ad essere ospitato in qualità di “visiting scientist” presso la Divisione “Software, Robotics and Simulation” del Nasa Johnson Space Center di Houston, per una ricerca avvenuta tra Unical e Nasa. Il docente ha proseguito nei successivi cinque anni la collaborazione scientifica con la Nasa, guidando il comitato internazionale di standardizzazione in qualità di vicepresidente, che ha permesso, nel febbraio del 2020, la pubblicazione dello standard SpaceFom. A distanza di un anno, il geniale progetto è stato adottato ufficialmente dalla NaSa per il programma Artemis. Tutto il gruppo di Garro che adopera nel “DIMES” Dipartimento di Ingegneria informatica, modellistica, elettronica e sistemistica dell’Unical, ha firmato una collaborazione nel settore Aerospazio, del quale il professore non anticipa le specifiche, confermando nuovamente l’orgogliosa realtà nell’ambito di ricerca dell’ateneo calabrese.