La voce tra introspezione e scena pubblica, a Cosenza la presentazione del volume nato all’Unical
Alla Terrazza Pellegrino un confronto tra studiosi, professionisti e operatori culturali sul valore della voce tra relazioni umane, identità, comunicazione e nuove tecnologie
Giovedì 12 giugno alla Terrazza Pellegrino un incontro dedicato al valore della voce tra psicologia, società, cultura e nuove tecnologie
Un libro nato dal dialogo tra discipline diverse
Un volume che nasce dall'incontro tra saperi, esperienze e prospettive differenti per riflettere su uno degli strumenti più profondi e identitari dell'essere umano: la voce. Sarà presentato giovedì 12 giugno alle ore 18 alla Terrazza Pellegrino di Cosenza il libro "La voce tra introspezione e scena pubblica. Risonanze, silenzi, polifonie", curato da Olimpia Affuso e Paola Bisciglia.
L'opera prende forma da un convegno organizzato dall'Università della Calabria alcuni anni fa e interamente dedicato al tema della voce. Durante due intense giornate di studio, studiosi e professionisti provenienti da ambiti differenti hanno affrontato l'argomento da molteplici punti di vista: psicologico, sociologico, politico-sociale, letterario, cinematografico e persino attraverso il linguaggio del fumetto e le nuove frontiere dell'intelligenza artificiale.
"Ci siamo resi conto che i contributi emersi durante quelle giornate erano troppo ricchi e interessanti per essere dispersi", spiega Paola Bisciglia, psicologa e psicoterapeuta. "Da qui è nata l'idea di raccoglierli in un unico volume, capace di restituire la complessità e la profondità di un tema che attraversa la vita quotidiana di ciascuno di noi".
La voce nell'epoca dell'iperconnessione
Al centro della riflessione proposta dal libro vi è una domanda attuale: che fine sta facendo la voce nell'era della comunicazione digitale?
Secondo Paola Bisciglia, la società contemporanea sta progressivamente perdendo il valore dell'ascolto autentico. "Siamo iperconnessi e disponiamo di strumenti comunicativi sempre più sofisticati, ma paradossalmente abbiamo sempre meno tempo per ascoltarci. Spesso non troviamo neppure il tempo per una telefonata".
La diffusione dei messaggi vocali ne rappresenta un esempio emblematico. "Lasciamo la nostra voce in un messaggio che l'interlocutore ascolterà quando avrà tempo. Magari accelerandolo a velocità doppia. In questo modo si perde il ritmo, si perdono le pause, si perde l'intonazione. Eppure sono proprio questi elementi a dare colore e significato alle parole".
Per la psicoterapeuta, la voce non è soltanto un mezzo di comunicazione, ma una manifestazione dell'interiorità. "La voce rappresenta noi stessi, racconta le nostre emozioni e le nostre relazioni. Richiede tempi più lenti e uno spazio di ascolto che oggi rischiamo di smarrire".
Un incontro tra cultura, ricerca e riflessione
La presentazione del volume sarà moderata dal giornalista Mario Tursi Prato e vedrà la partecipazione di Loredana Giannicola, direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, e di Michelangelo Giacomantonio, direttore de I Calabresi.it.
L'incontro sarà arricchito da "Voce alla voce", un momento di approfondimento che coinvolgerà Ernesto Orrico del Teatro Rossosimona e Luigi Giungato, dottore di ricerca.
"Viviamo in una società fortemente orientata alla performance", osserva ancora Bisciglia. "Ma ognuno di noi possiede molte voci interiori. C'è la voce bambina, c'è la voce adulta e ce ne sono molte altre. Riconoscerle e ascoltarle significa migliorare la qualità delle nostre relazioni e comprendere più profondamente noi stessi".
La presentazione si propone così non soltanto come un appuntamento culturale, ma come un'occasione di riflessione collettiva sul valore della parola, dell'ascolto e della comunicazione umana in un tempo dominato dalla velocità e dalla tecnologia.
