Il conduttore risponde alle domande dei giornalisti dopo le osservazioni sulla mancanza di uno spazio dedicato alle popolazioni colpite dal maltempo.

Le critiche per l’assenza di un momento dedicato alle aree alluvionate

Si accende la polemica attorno alla conduzione del Festival dopo le osservazioni rivolte a Carlo Conti sulla presunta scarsa attenzione riservata alle popolazioni colpite dalle recenti alluvioni in Sicilia, Calabria e Sardegna. Durante una conferenza stampa, una giornalista ha sollevato la questione chiedendo se non fosse opportuno dedicare un momento specifico del programma alle comunità duramente provate dal maltempo, richiamando anche precedenti storici in cui il palco dell’Ariston aveva contribuito a portare attenzione concreta su territori in difficoltà.

Le critiche nascono proprio dalla percezione di una mancata sensibilizzazione su un’emergenza ancora attuale, con alcune realtà locali che attendono interventi e sostegno dopo i danni subiti.

La risposta di Carlo Conti e il gesto simbolico durante la serata

Il conduttore ha spiegato di aver comunque voluto lanciare un segnale, seppur informale, nel corso della trasmissione. «Ieri sera spontaneamente ho approfittato della presenza di Levante, che è siciliana, per mandare un abbraccio gigante alla Sicilia, Calabria e Sardegna e in particolare a Niscemi. È stato un gesto simbolico, mi è venuto naturale», ha dichiarato Conti.

Secondo il presentatore, il saluto è nato senza una pianificazione precisa, come espressione personale di vicinanza alle popolazioni coinvolte. Tuttavia, la scelta di limitarsi a un riferimento rapido ha alimentato il dibattito sull’opportunità di uno spazio più strutturato dedicato all’emergenza.

Tra scuse e confronto pubblico sul ruolo della televisione

Di fronte alle critiche, Conti ha ribadito di non aver avuto intenzione di ignorare la situazione e ha aggiunto: «Spero che si faccia qualcosa, in alcuni casi si fa di più. Se ho sbagliato a salutare e a citare mi scuso». Parole che non hanno però completamente spento la discussione, riaprendo il confronto sul ruolo del servizio pubblico e dei grandi eventi televisivi nel dare visibilità alle emergenze sociali e territoriali.

La vicenda evidenzia ancora una volta come il Festival, oltre all’aspetto musicale e spettacolare, resti anche uno spazio simbolico capace di influenzare il dibattito pubblico, soprattutto quando si tratta di portare attenzione su comunità colpite da eventi drammatici.