Da Spider-Man a Odissea: boom di presenze nei cinema calabresi
Il successo di Odissea e Spider-Man: Brand New Day riporta il pubblico nelle sale e rilancia una domanda che riguarda anche la Calabria: la crisi è davvero del cinema o di un’offerta che troppo spesso non riesce più a sorprendere?
La crisi del cinema esiste davvero o è soltanto l’ennesimo, continuo dilagare di quel pessimismo generico tanto in voga in questi anni?
Oh Dio, se parliamo di qualità, è difficile negare che da tempo il cinema italiano abbia perso smalto, genialità e, soprattutto, quel tocco di irriverenza che per decenni lo aveva reso riconoscibile. Oggi, troppo spesso, ci troviamo davanti a un cinema che sembra ripetersi, a un gigantesco copia e incolla di formule già utilizzate, consumate, digerite e riproposte con qualche variazione sul tema.
Un dato importante
Ma c’è un dato che forse dovremmo osservare con maggiore attenzione. Quando il pubblico decide di andare al cinema, lo fa ancora con un entusiasmo disarmante.
E allora forse il problema non è il cinema in quanto tale. Forse è il cinema che non riesce più, con continuità, a dare al pubblico una ragione per uscire di casa, comprare un biglietto, sedersi davanti a uno schermo e lasciarsi raccontare una storia.
Non basta guardare al fenomeno del recordman Checco Zalone, che pure rappresenta un caso straordinario e tutto italiano. Basta osservare il cartellone delle sale in questo momento: un’estate che, almeno sulla carta, avrebbe poco da offrire e che spesso si accompagna agli incassi con la stessa espressione di quel pessimismo cosmico citato in apertura. Eppure, qualcosa è accaduto.
Odissea e Spiderman
Odissea e Spider-Man hanno ribaltato la narrazione. Due film diversissimi, due universi narrativi quasi opposti, ma capaci di fare una cosa semplicissima e ormai tutt’altro che scontata: riportare il pubblico in sala.
Odissea, il kolossal di Christopher Nolan, ha superato proprio in questi giorni il miliardo di dollari al box office mondiale, diventando uno dei grandi fenomeni cinematografici dell’estate.
E dall’altra parte c’è Spider-Man: Brand New Day, nuovo capitolo della saga con Tom Holland, che ha aperto con numeri giganteschi e ha già superato il miliardo di dollari mondiale. In Italia, al 7 agosto, aveva già oltrepassato i 24 milioni di euro e i tre milioni di spettatori, avvicinandosi rapidamente al record italiano di No Way Home.
C’è poco da fare: non è tanto la loro bellezza a essere messa in discussione. Film di questo genere non sono facilmente recensibili con gli strumenti della critica tradizionale, perché appartengono a universi che, prima ancora di essere giudicati, devono essere attraversati. Sono generi che o li ami o li odi, e soltanto dopo puoi entrare nel dettaglio, analizzarne i meriti, i limiti, la scrittura, la regia, la fotografia, il rapporto con il pubblico.
Una comunità di spettatori
Ma esiste un fatto conclamato, e dunque oggettivo: film del genere portano con sé una comunità di spettatori. Seguaci, appassionati, generazioni intere cresciute dentro quelle storie.
E vuoi o non vuoi, la narrazione del terzo millennio si è stretta forte attorno al genere supereroistico. Un genere che non passa mai davvero di moda. Anzi, si evolve, cresce, matura e cambia pelle.
E qualcuno, a questo punto, dovrà pure coprirsi le orecchie: diventa cinema. Cinema a tutti gli effetti. Con tutti i suoi limiti, certamente. Con le sue strategie commerciali, i suoi universi condivisi, i suoi sequel, prequel, spin-off e formule industriali. Ma pur sempre cinema. E cinema capace di parlare a milioni di persone.
Semplicemente Christopher Nolan
Poi c’è Odissea, che viaggia su un binario ancora diverso. Qui entra in gioco, prima di tutto, il fascino di una storia intramontabile, quella di Omero, che continua a essere attuale dopo migliaia di anni. Una storia che appartiene alla memoria dell’umanità e che, proprio per questo, possiede un’aura difficilissima da consumare. E poi c’è Christopher Nolan. Un regista ormai definito, riconoscibile, capace di costruire un proprio linguaggio e, soprattutto, di stravolgere i canoni tradizionali del racconto cinematografico inserendo continuamente elementi di realtà dentro narrazioni apparentemente lontanissime dalla realtà.
Nolan non è soltanto un regista che realizza film. È diventato, nel tempo, una garanzia narrativa. Il suo nome oggi è parte del biglietto. Ed è forse proprio questo uno degli elementi sui quali dovremmo riflettere.
Il pubblico ha bisogno di una ragione
Perché se due film così diversi riescono, nello stesso periodo, a riportare milioni di persone nelle sale, allora forse la domanda non è più se il pubblico sia stanco del cinema. Forse il pubblico è semplicemente stanco di un certo cinema. È una differenza enorme.
Il pubblico non sembra aver smesso di voler vivere l’esperienza cinematografica. Non sembra aver perso il gusto di stare seduto in una sala, condividere una storia con altre persone, emozionarsi, divertirsi, discutere all’uscita.
Ha semplicemente bisogno di una ragione. E quella ragione può essere un grande autore, una grande storia, un universo narrativo amato, un personaggio diventato patrimonio collettivo oppure, più semplicemente, la sensazione che quelle due ore davanti a uno schermo possano ancora valere il prezzo di un biglietto.
Questo, naturalmente, non significa che dobbiamo continuare soltanto su questa strada. Sarebbe persino deleterio.
Se il cinema decidesse di affidarsi esclusivamente ai supereroi, ai grandi franchise e ai kolossal, finirebbe per impoverire proprio quella varietà che rende il cinema un’arte e non soltanto un’industria. Ma significa che dobbiamo porci delle domande. Più di una. E soprattutto evitare di darci risposte scontate e preventive.
La vera domanda da porsi per il Cinema
Perché forse abbiamo passato troppo tempo a dire che il pubblico non va più al cinema, quando invece dovremmo chiederci perché decide di andarci quando trova qualcosa che lo convince davvero. L’estate, storicamente considerata quasi una stagione di passaggio per il cinema, ci sta offrendo una risposta piuttosto rumorosa.
Due grandi film capaci di imporsi al botteghino, due fenomeni differenti, due pubblici che si incontrano davanti allo stesso schermo. E allora forse il problema non è la sala vuota. È ciò che decidiamo di metterci dentro. I puristi del cinema avranno già sviluppato una certa orticaria. Pazienza. Perché ci sono dati che non possono essere contestati e opinioni che, per quanto opinabili, rimangono legittimamente tali.
Una di queste è che Spider-Man: Brand new day è, al di là di ogni appartenenza al mondo Marvel, un film realmente godibile, con una propria identità e un senso preciso all’interno del suo universo narrativo.
Il pubblico non ha smesso di amare il cinema
E forse è proprio qui il punto. Non dobbiamo scegliere tra cinema d’autore e cinema popolare. Non dobbiamo decidere che uno sia cinema e l’altro no. Dobbiamo soltanto riconoscere che il pubblico non ha smesso di amare il cinema. Aspetta ancora di essere conquistato. E quando accade, prende il biglietto, entra in sala e riempie lo schermo di applausi. Forse, prima di dichiarare morto il cinema, dovremmo semplicemente tornare a chiedergli di sorprenderci.