Maxi blitz antidroga tra Sicilia, Calabria e Malta, 15 arresti e sequestri per 700 mila euro
L'operazione coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania ha colpito un'organizzazione accusata di traffico internazionale di stupefacenti. Coinvolte anche le province di Cosenza e Reggio Calabria. Al centro delle indagini un tentativo di trasfer
Una vasta operazione antidroga coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha portato all'esecuzione di misure cautelari nei confronti di 15 persone accusate, a vario titolo, di traffico organizzato di sostanze stupefacenti, spaccio, minacce e detenzione abusiva di armi da fuoco.
L'attività investigativa, condotta dalla Guardia di Finanza di Catania, si è sviluppata tra diverse province italiane e all'estero, coinvolgendo i territori di Catania, Cosenza, Reggio Calabria, Lecce, Prato, Siracusa e Malta.
Complessivamente risultano indagate 28 persone. Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo di beni, disponibilità finanziarie, immobili, veicoli e attività economiche per un valore complessivo di circa 700 mila euro.
Coinvolte anche Cosenza e Reggio Calabria
Particolare rilievo assume il coinvolgimento della Calabria nell'ambito dell'inchiesta.
Le attività esecutive hanno infatti interessato direttamente le province di Cosenza e Reggio Calabria, individuate dagli investigatori come aree nelle quali erano presenti soggetti collegati all'organizzazione criminale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la struttura operava principalmente tra la Sicilia e Malta, ma disponeva di collegamenti consolidati anche con il territorio calabrese, utilizzato per alcune fasi delle attività illecite legate al traffico internazionale di droga.
I rapporti con i clan mafiosi siciliani
L'inchiesta avrebbe consentito di ricostruire l'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico transnazionale di cocaina, hashish e marijuana.
Gli investigatori ritengono che il gruppo fosse contiguo al clan mafioso catanese Cappello-Bonaccorsi e che operasse in stretta connessione con esponenti del gruppo "Borgata" del clan siracusano Santa Panagia.
Secondo l'accusa, l'organizzazione avrebbe gestito l'acquisto, il trasporto e la distribuzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti sia sul territorio siciliano sia a Malta, utilizzando una rete consolidata di soggetti incaricati delle diverse fasi operative.
Il tentativo di trasferire due tonnellate di cocaina in Calabria
Tra gli episodi più significativi ricostruiti dagli investigatori emerge il tentativo di recuperare in mare, al largo delle coste catanesi, un enorme carico di cocaina pari a circa due tonnellate.
Secondo il quadro investigativo, il trasporto della droga verso la Calabria sarebbe stato affidato a due soggetti calabresi originari delle aree di Locri e Siderno, interessati a curarne il trasferimento sul territorio regionale dietro il pagamento di un consistente compenso economico.
L'operazione non sarebbe però andata a buon fine perché il carico era già stato individuato e sequestrato in precedenza dalla Guardia di Finanza di Catania.
Si tratta di uno degli elementi che evidenziano il ruolo della Calabria nei traffici internazionali di stupefacenti ricostruiti nell'ambito dell'inchiesta.
Sequestri e arresti durante le indagini
Nel corso delle attività investigative, supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che da servizi di osservazione e riscontro, sono stati effettuati diversi sequestri di sostanze stupefacenti.
Complessivamente sono stati recuperati circa 25 chilogrammi di droga tra cocaina, hashish e marijuana, operazioni che hanno portato all'arresto in flagranza di quattro persone.
Le indagini hanno inoltre documentato l'utilizzo di articolati sistemi organizzativi per la gestione dei traffici illeciti e per il sostegno agli affiliati detenuti.
Oltre cento finanzieri impegnati nel blitz
L'esecuzione delle misure cautelari ha visto l'impiego di circa 110 militari della Guardia di Finanza, coordinati dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catania.
Alle operazioni hanno partecipato anche unità cinofile, reparti specializzati antiterrorismo e mezzi aerei del Corpo.
Al termine delle attività, i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare sono stati trasferiti nelle case circondariali di Catania Bicocca e Siracusa, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi nei confronti degli altri soggetti coinvolti nell'inchiesta.