San Benedetto Ullano, il torneo di calcetto unisce sport, solidarietà e inclusione
La sesta edizione sostiene la raccolta fondi per la piccola Noemi e promuove l’integrazione attraverso la partecipazione dei richiedenti asilo dei progetti SAI del territorio
Sport, solidarietà e inclusione si incontrano nella sesta edizione del torneo di calcetto di San Benedetto Ullano, appuntamento che negli anni è diventato uno degli eventi estivi più attesi del comprensorio. Un modo per fare dello sport qualcosa di ancora più aulico puntando all’integrazione della comunità.
I centri del territorio coinvolti
Il torneo - iniziato il 4 giugno - , organizzata da Andrea Gargano, Luciano Gabriele e Fabio Peruzzi, si svolge presso il campo comunale di San Benedetto Ullano, grazie anche alla disponibilità dell’Amministrazione comunale. Ogni anno richiama squadre provenienti da numerosi centri del territorio, da Montalto Uffugo a Gesuiti, da Lattarico a San Vincenzo La Costa, oltre a centinaia di spettatori che seguono con entusiasmo le gare.
«Negli anni il torneo è cresciuto fino a diventare un momento centrale dell’estate per questa zona della provincia», racconta Andrea Gargano. «La partecipazione delle squadre e del pubblico aumenta di anno in anno e questo ci rende orgogliosi del lavoro svolto».
La raccolta fondi per Noemi
Anche quest’anno la competizione sportiva è accompagnata da un importante messaggio sociale. L’edizione 2026 - che si concluderà con la finale del 10 luglio - sostiene infatti una raccolta fondi destinata a Noemi, una bambina di San Giovanni in Fiore affetta da una grave malattia genetica che compromette seriamente le capacità motorie e la possibilità di mantenere una postura autonoma.
«Abbiamo voluto dare un aiuto concreto a Noemi perché crediamo che lo sport possa essere uno straordinario strumento di solidarietà», afferma Gargano.
Un messaggio di inclusione
Accanto all’iniziativa benefica, gli organizzatori hanno scelto di promuovere anche un forte messaggio di inclusione. Tra le squadre partecipanti figura, infatti, una formazione composta da richiedenti asilo ospitati dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo ETS e provenienti dai progetti SAI di San Benedetto Ullano, Cerzeto e Bisignano.
«In un paese che affonda le proprie radici nella storia della comunità arbëreshë, era importante dare un segnale concreto di integrazione attraverso lo sport. Vedere questi ragazzi partecipare al torneo rappresenta uno degli aspetti di cui siamo più fieri», sottolinea Gargano.
La finale
La finale vedrà affrontarsi la Farmacia Santoro Gravina di Montalto Uffugo e i Muglia Boys di San Vincenzo La Costa. Un gesto che incarna pienamente lo spirito della manifestazione arriva proprio dalle due finaliste, che hanno deciso di devolvere alla piccola Noemi la quota d’iscrizione che sarebbe stata loro restituita.
«È il segnale più bello che questo torneo potesse regalarci. Quando lo sport riesce a trasformarsi in condivisione, solidarietà e vicinanza verso chi ha più bisogno, significa che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo più importante», conclude Andrea Gargano.
Rispetto alla squadra dei richiedenti asilo si potrebbe scrivere:
composta da "titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo".
