Il Pollino continua a bruciare. Da giorni diversi incendi stanno interessando il versante calabrese del massiccio, mettendo a dura prova Vigili del Fuoco, operatori di Calabria Verde, Protezione civile e volontari. La situazione è risultata particolarmente critica tra Morano Calabro e San Basile, dove il vento ha ostacolato le operazioni e reso necessario l’impiego di due Canadair. Nuovi fronti hanno coinvolto anche Frascineto e Castrovillari, estendendosi dalle aree vicine all’Autostrada A2 verso i rilievi del Parco nazionale.

A Castrovillari le fiamme hanno raggiunto le zone boschive di contrada Cerasulo, Petrosa e Cornice, distruggendo, secondo le prime indicazioni diffuse dall’Amministrazione comunale, centinaia di ettari di bosco e macchia mediterranea. Un danno ambientale enorme, la cui reale estensione potrà essere valutata soltanto dopo lo spegnimento e la bonifica di tutti i focolai.

Notte di lavoro per proteggere aziende e strutture

Il sindaco di Castrovillari, Anna De Gaio, ha attivato il Centro operativo comunale quando il fronte dell’incendio ha assunto dimensioni preoccupanti. La prima cittadina ha seguito per tutta la notte le operazioni nell’area Pip e nei terreni attorno alla casa circondariale, dove le squadre hanno lavorato per impedire alle fiamme di raggiungere le attività imprenditoriali presenti nella zona produttiva.

«L’incendio è una ferita inferta all’ambiente», ha dichiarato De Gaio, sottolineando la necessità di un profondo cambiamento culturale per evitare il ripetersi di episodi tanto devastanti. Il sindaco ha ringraziato Vigili del Fuoco, Calabria Verde e volontari per l’impegno senza sosta nella difesa delle aree verdi e delle aziende. Contatti diretti sono stati avviati anche con la Prefettura e con la Protezione civile regionale per rafforzare il dispositivo e contrastare i fronti ancora attivi con l’impiego dei mezzi aerei.

Allarme per i fumi a Serra delle Ciavole

A rendere ancora più delicata l’emergenza è il coinvolgimento di località Serra delle Ciavole, dove alcuni focolai hanno raggiunto un’area nella quale erano presenti pneumatici abbandonati. La loro combustione ha prodotto fumi potenzialmente pericolosi, spingendo il sindaco a emanare un’ordinanza precauzionale rivolta alla popolazione.

Ai residenti, soprattutto a quelli che abitano nei pressi della zona interessata, è stato ordinato di tenere chiuse porte e finestre, evitare l’esposizione ai fumi, limitare gli spostamenti e non frequentare spazi pubblici all’aperto fino a nuove disposizioni. È stato inoltre vietato avvicinarsi all’area dell’incendio.

Mentre prosegue la lotta contro le fiamme, resta aperto il problema della prevenzione. Proprio nelle scorse settimane il Parco nazionale del Pollino aveva avviato la campagna “Pollino Fuoco Zero”, con incontri pubblici dedicati alla responsabilizzazione delle comunità e alla difesa del patrimonio boschivo durante la stagione estiva.