Festival delle Migrazioni, ad Acquaformosa si chiude la XV edizione nel segno di “Resistenza. ArMIAMOCI”
Sette comuni coinvolti, dibattiti, testimonianze e musica per riflettere su migrazioni, diritti, accoglienza e pace. Grande partecipazione anche sui social

Si è conclusa ad Acquaformosa la XV edizione del Festival delle Migrazioni, promosso dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo e dedicato quest’anno al tema “Resistenza. ArMIAMOCI”. Dal 21 al 30 agosto la manifestazione ha attraversato sette comuni della provincia di Cosenza – San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile e Acquaformosa – dopo l’anteprima del 7 agosto a Rota Greca. Incontri, dibattiti, mostre, proiezioni, presentazioni di libri e concerti hanno trasformato piazze e spazi pubblici in luoghi di confronto su migrazioni, pace, diritti umani e partecipazione democratica. Tra i temi affrontati, la crisi palestinese, il caporalato, il naufragio di Cutro, le nuove tecnologie di controllo, la libertà accademica, il Patto europeo su immigrazione e asilo e il sistema dei CPR.
Da Cutro all’accoglienza, confronto tra esperti e testimonianze
Nel corso delle diverse tappe si sono alternati giuristi, giornalisti, accademici, operatori dell’accoglienza, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti diretti dei percorsi migratori. A Cerzeto il ricordo della strage di Cutro ha riportato al centro il tema del soccorso in mare e della ricerca della verità, mentre a Bisignano il confronto tra Renato Curcio e Maurizio Alfano ha approfondito il rapporto tra tecnologie, potere e controllo sociale. A San Benedetto Ullano si è discusso di mobilità europea e libertà accademica, mentre San Basile e Acquaformosa hanno ospitato incontri dedicati al nuovo Patto europeo e alle buone pratiche del Sistema di Accoglienza e Integrazione. Proprio ad Acquaformosa, operatori e rappresentanti della rete SAI hanno evidenziato il ruolo strategico dei piccoli comuni e delle aree interne nella costruzione di percorsi di inclusione realmente radicati nei territori.
Manoccio: «Un festival di dialogo, denuncia sociale e comunità»
Il bilancio tracciato dal presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, Giovanni Manoccio, è stato positivo sia sul piano della qualità degli incontri sia su quello della partecipazione. Secondo Manoccio, il Festival ha saputo coinvolgere esperti nazionali e internazionali e, soprattutto, comunità disponibili al confronto e allo scambio. Particolarmente significativa la risposta del pubblico: oltre 150 presenze nella tappa di Bisignano, circa 260mila visualizzazioni complessive tra Instagram e Facebook e circa 19mila interazioni sui canali social della manifestazione. Grande partecipazione anche per gli appuntamenti musicali, con circa duemila persone al concerto dei Modena City Ramblers. La XV edizione si chiude così nel segno di due parole chiave, “resistenza” e “relazione”, lasciando come eredità l’idea di un’accoglienza capace di trasformarsi in comunità e partecipazione.