Comuni ricicloni

La Calabria si ritaglia uno spazio significativo nella 33esima edizione di “Comuni Ricicloni”, il dossier di Legambiente dedicato alle amministrazioni più virtuose nella gestione dei rifiuti e nella riduzione dell’indifferenziato.

In Italia, nel 2026, tornano a crescere i comuni rifiuti free, che raggiungono quota 675, contro i 663 del 2025, su un totale di 7.894 comuni italiani. Si tratta dei territori che riescono a mantenere la produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento sotto i 75 chili per abitante all’anno.

Il rapporto è stato presentato oggi a Roma, nella giornata finale dell’Ecoforum nazionale dell’economia circolare, organizzato da Legambiente, Kyoto Club e La Nuova Ecologia, in collaborazione con Conou e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Regione Lazio e della Città Metropolitana di Roma.

Calabria protagonista con tre comuni premiati

Tra le notizie più rilevanti per la Calabria spiccano i riconoscimenti assegnati a Morano Calabro, Casali del Manco e Siderno, inseriti tra i vincitori assoluti nelle rispettive categorie demografiche.

Nella categoria dei comuni sotto i 5.000 abitanti figura Morano Calabro, in provincia di Cosenza. Per i comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti è presente Casali del Manco, sempre nel Cosentino. Nella categoria dei comuni sopra i 15.000 abitanti si distingue invece Siderno, in provincia di Reggio Calabria.

Tre realtà diverse, distribuite tra area interna, territorio montano e fascia ionica reggina, che confermano come anche in Calabria siano presenti esperienze amministrative capaci di raggiungere risultati importanti nella gestione dei rifiuti e nella promozione dell’economia circolare.

Il Sud cresce e recupera terreno

Il Nord resta l’area con il maggior numero di comuni virtuosi, concentrando il 60,3% del totale nazionale, anche se registra una lieve contrazione rispetto allo scorso anno, con 16 comuni in meno.

Il dato più interessante riguarda però il Sud e le Isole, che raggiungono il 32,8% dei comuni rifiuti free e crescono rispetto al 2025 con 16 comuni in più. Un segnale importante anche per regioni come la Calabria, dove la gestione dei rifiuti continua a rappresentare una delle principali sfide ambientali e amministrative.

Il Centro, invece, arriva al 6,8% del totale, con una crescita significativa: 16 comuni in più rispetto al 2025, per un totale di 46 realtà virtuose.

Oltre quattro milioni di cittadini nei comuni rifiuti free

A livello nazionale aumenta anche il numero complessivo dei cittadini residenti nei comuni rifiuti free. Si passa dai 3.715.010 abitanti dello scorso anno agli attuali 4.086.781, nonostante il numero dei comuni premiati sia cresciuto solo di 12 unità.

Questo dato conferma che la gestione virtuosa dei rifiuti non riguarda soltanto i piccoli centri, ma coinvolge sempre più comunità con popolazioni consistenti, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale e a migliorare la qualità dei servizi.

A livello regionale, il Veneto si conferma leader assoluto con 165 comuni rifiuti free, seguito dalla Lombardia con 104 e dalla Campania con 73. Quest’ultima è la prima regione del Sud per numero di comuni virtuosi.

Capoluoghi, solo cinque sono rifiuti free

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, su 54 città che hanno partecipato al concorso di Legambiente, 35 hanno raggiunto o superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Di questi, solo 5 sono anche rifiuti free.

Il doppio riconoscimento è andato a Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso. In particolare, Nuoro conferma la posizione raggiunta lo scorso anno, dimostrando continuità nell’impegno per una gestione più sostenibile dei rifiuti.

Zampetti: «Non bisogna abbassare l’attenzione»

«I dati in crescita dei comuni rifiuti free sono un segnale importante, ma il Paese, a partire dalle grandi città, non deve abbassare l’attenzione perché può e deve fare molto di più in fatto di gestione virtuosa dei rifiuti», commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

Per Zampetti, l’economia circolare rappresenta una leva strategica per l’Italia e deve essere sostenuta con politiche e interventi concreti a livello europeo e nazionale. «Tutto parte da una buona qualità della raccolta differenziata e da un efficace e concreto avvio al riciclo, riducendo al minimo l’indifferenziato avviato a smaltimento o ai termovalorizzatori», sottolinea.

I comuni calabresi tra le migliori esperienze nazionali

I riconoscimenti a Morano Calabro, Casali del Manco e Siderno assumono un valore particolare perché mostrano una Calabria capace di esprimere buone pratiche in contesti territoriali differenti.

Morano Calabro conferma il ruolo dei piccoli borghi nella transizione ecologica. Casali del Manco dimostra come anche i comuni nati da processi di fusione e con territori ampi possano organizzare servizi efficaci. Siderno, invece, rappresenta un esempio significativo per i centri più popolosi, dove la gestione dei rifiuti richiede maggiore complessità organizzativa.

In una regione spesso segnata da criticità nel ciclo dei rifiuti, questi risultati indicano che la strada della buona amministrazione, della raccolta differenziata di qualità e della riduzione dell’indifferenziato è possibile.

Una sfida ancora aperta per la Calabria

Il rapporto di Legambiente conferma che la sfida resta aperta. La crescita del Sud e delle Isole è un segnale positivo, ma serve consolidare le esperienze virtuose e allargare il numero dei comuni capaci di raggiungere standard elevati.

Per la Calabria, i risultati ottenuti dai tre comuni premiati rappresentano un’occasione per rilanciare il tema della gestione sostenibile dei rifiuti, puntando su organizzazione, controlli, sensibilizzazione dei cittadini e investimenti nella filiera del riciclo.

La 33esima edizione di “Comuni Ricicloni” racconta dunque un’Italia che migliora, ma anche una Calabria che, attraverso alcune sue amministrazioni, riesce a conquistare un posto tra le migliori pratiche nazionali dell’economia circolare.