ColtivaItalia, oltre un miliardo per agricoltura e filiere: Coldiretti Calabria sollecita il via libera definitivo
Il provvedimento interviene su olivicoltura, zootecnia, giovani, innovazione e semplificazione. Per la Calabria centrale il contrasto al falso Made in Italy, che nella regione provocherebbe danni per circa 2 miliardi di euro
L’approvazione alla Camera del disegno di legge ColtivaItalia rappresenta, secondo Coldiretti Calabria, un segnale concreto di attenzione verso il comparto primario. Il provvedimento mette in campo più di un miliardo di euro per sostenere le produzioni agricole, accompagnare l’innovazione e difendere il valore delle filiere nazionali.
L’organizzazione agricola evidenzia in particolare la necessità di contrastare il fenomeno dell’italian sounding realizzato all’interno dei confini nazionali, attraverso prodotti presentati come italiani pur non rispettandone origine e caratteristiche. Un sistema che, secondo le stime richiamate da Coldiretti, sottrae ogni anno circa 20 miliardi di euro al reddito degli agricoltori.
In Calabria danni stimati in circa 2 miliardi
La questione riguarda direttamente anche la Calabria. Frodi, contraffazioni, agropirateria e utilizzo improprio dei richiami all’identità regionale provocherebbero un danno vicino ai 2 miliardi di euro.
A essere penalizzate sono soprattutto le imprese che investono nella qualità, nella tracciabilità e nelle certificazioni. La futura banca dati dei controlli innovativi viene quindi considerata uno strumento strategico per proteggere le produzioni calabresi, a partire dall’olio extravergine e dalle filiere Dop e Igp.
Il sistema dovrebbe permettere verifiche più precise sull’origine dei prodotti, rafforzando contemporaneamente la tutela degli agricoltori e dei consumatori.
Coldiretti chiede tempi rapidi al Senato
Coldiretti Calabria esprime soddisfazione per il primo passaggio parlamentare del testo proposto dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel quale sono state recepite diverse richieste avanzate dall’organizzazione.
Il provvedimento comprende misure per la riduzione degli adempimenti, il sostegno ai contratti di filiera, l’accesso dei giovani all’agricoltura e gli investimenti in ricerca e tecnologie.
Considerate le difficoltà affrontate dalle aziende a causa degli eventi climatici e dell’aumento dei costi produttivi, Coldiretti ritiene necessario completare rapidamente l’iter con l’approvazione definitiva del Senato.
Controlli innovativi contro frodi e speculazioni
Una delle novità principali è la creazione di una banca dati nazionale destinata a raccogliere e integrare gli esiti delle verifiche sulle filiere agroalimentari.
Per Coldiretti, gli accertamenti effettuati attraverso strumenti tecnologici avanzati dovrebbero poter assumere pieno valore probatorio anche nei procedimenti giudiziari. L’obiettivo è rendere più efficace il contrasto alle frodi e alle speculazioni che danneggiano le imprese corrette e possono mettere a rischio la salute dei cittadini.
Trecento milioni per rilanciare l’olivicoltura
Il disegno di legge assegna 300 milioni di euro al Piano olivicolo nazionale. Le risorse saranno destinate al reimpianto degli oliveti e al recupero della capacità produttiva delle aziende.
Per una regione come la Calabria, dove la coltivazione dell’olivo rappresenta una componente essenziale dell’economia agricola, gli interventi possono favorire il rinnovamento degli impianti e il miglioramento della competitività.
Il testo prevede inoltre l’istituzione di una struttura commissariale dedicata all’emergenza Xylella, con il compito di accelerare le azioni di prevenzione, contenimento e ripristino.
Nuove risorse per la zootecnia
Altri 300 milioni di euro vengono destinati alla linea vacca-vitello, un modello di allevamento legato alla produzione nazionale e caratterizzato da una forte attenzione alla sostenibilità.
Il comparto potrà beneficiare anche della nascita di una banca dati zootecnica unica presso il Ministero della Salute e dell’inserimento del fascicolo aziendale zootecnico nel Sistema informativo agricolo nazionale.
L’unificazione delle informazioni dovrebbe ridurre gli adempimenti, semplificare la gestione amministrativa e velocizzare il pagamento degli aiuti alle aziende.
Più competenze ai centri di assistenza agricola
Il testo rafforza il ruolo dei Centri autorizzati di assistenza agricola, ai quali saranno affidate le pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali da parte della pubblica amministrazione.
La misura punta a ridurre i tempi delle istruttorie e gli oneri burocratici che gravano sulle imprese. Per Coldiretti si tratta di un passaggio essenziale per permettere agli agricoltori di dedicare maggiori energie all’attività produttiva.
Contratti di filiera e distribuzione del valore
Un altro asse del provvedimento riguarda il potenziamento dei contratti di filiera, considerati fondamentali per favorire l’utilizzo di materie prime italiane e costruire rapporti più equilibrati tra produzione, trasformazione e distribuzione.
Questi strumenti possono garantire maggiore stabilità agli agricoltori, programmare gli acquisti e riconoscere un valore più adeguato alle produzioni nazionali.
Il rafforzamento delle filiere viene inoltre collegato all’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’estero e consolidare la sovranità alimentare del Paese.
Maggiori tutele contro le pratiche sleali
ColtivaItalia interviene anche sulle pratiche commerciali scorrette, tema sul quale Coldiretti porta avanti da anni una battaglia nazionale.
Le nuove regole dovrebbero accelerare il riconoscimento dei risarcimenti agli agricoltori danneggiati e rendere più efficaci gli strumenti di tutela nei rapporti con gli altri operatori della filiera.
L’obiettivo è impedire che il potere contrattuale dei soggetti più forti determini prezzi e condizioni penalizzanti per chi produce.
Formazione sulla sicurezza più flessibile
Sul versante del lavoro viene introdotta una semplificazione per la formazione obbligatoria degli operai impiegati in mansioni semplici.
Il percorso formativo potrà iniziare dopo l’assunzione o l’avvio della prestazione lavorativa e dovrà essere completato entro trenta giorni. Nei rapporti di durata inferiore sarà previsto un termine proporzionato.
La modifica punta a conciliare gli obblighi di sicurezza con le esigenze delle aziende, soprattutto durante le fasi stagionali nelle quali il fabbisogno di manodopera cresce rapidamente.
Agricoltura di precisione e intelligenza artificiale
Il disegno di legge destina risorse anche all’innovazione, con interventi rivolti all’agromeccanica di precisione, all’intelligenza artificiale, alla sensoristica avanzata e alla meccatronica.
Le nuove tecnologie possono aiutare le imprese a ridurre l’impiego di acqua, energia e prodotti fitosanitari, migliorando contemporaneamente produttività e qualità.
La misura si inserisce nel percorso già avviato attraverso Coldiretti Next e il Polo Digitale del Pnrr, che ha coinvolto circa diecimila aziende nel censimento del livello di digitalizzazione dell’agricoltura italiana.
Centocinquanta milioni per i giovani
Per favorire il ricambio generazionale vengono stanziati 150 milioni di euro destinati a facilitare l’accesso al credito e alla terra.
Si tratta di due delle principali difficoltà incontrate dagli imprenditori agricoli con meno di quarant’anni, insieme alla complessità burocratica.
Le misure dovrebbero sostenere la nascita di nuove aziende, incoraggiare investimenti e contribuire a trattenere competenze e giovani nelle aree rurali.
Più opportunità con enoturismo e oleoturismo
Il provvedimento amplia inoltre le attività che le imprese agricole potranno svolgere nell’ambito dell’enoturismo e dell’oleoturismo, includendo nuove forme di ospitalità.
La possibilità di affiancare alla produzione agricola servizi rivolti ai visitatori può generare reddito aggiuntivo e valorizzare paesaggi, borghi e tradizioni locali.
La misura assume particolare rilievo per la Calabria, dove produzioni enologiche e olivicole possono diventare elementi centrali di un’offerta turistica legata all’identità dei territori.
Interventi su acqua, sprechi e quotazioni agricole
Tra le ulteriori disposizioni è prevista la proroga dei termini per l’adeguamento al deflusso ecologico dei corsi d’acqua.
La normativa contro lo spreco alimentare viene inoltre estesa alle eccedenze florovivaistiche e orticole destinate alla donazione, favorendo il recupero di prodotti che altrimenti sarebbero eliminati.
Le quotazioni elaborate dalle Commissioni uniche nazionali diventeranno infine un riferimento per l’erogazione dei contributi alle imprese agroalimentari, con l’obiettivo di garantire parametri più trasparenti e vicini all’andamento reale dei mercati.