Il lucchetto del Planetario simbolo di una città chiusa
Da promessa di futuro a struttura sigillata e abbandonata il degrado diventa ferita aperta per Cosenza
Un lucchetto sigillato semi arrugginito, ci accoglie, si fa per dire, all'ingresso dell'imponente struttura del Planetario, che si trova in prossimità della parte antica della città di Cosenza, posizionato in maniera frontale rispetto al Ponte di Calatrava. Due grandi opere, ma la prima, ovvero il Planetario è in una condizione e, allo stato attuale, di inesorabile abbandono. Il 19 aprile 2019 il Planetario di Cosenza veniva inaugurato, con l'amministrazione guidata da Mario Occhiuto, in pompa magna, un evento che celebrava quella che doveva essere una delle strutture culturali e scientifiche di punta della città. Con spettacoli, discorsi ufficiali e una forte partecipazione pubblica, l’apertura del Planetario fu presentata come il simbolo di un futuro lungimirante per la divulgazione scientifica e il turismo culturale. Tuttavia, a distanza di pochi anni, il Planetario è passato da simbolo di innovazione a triste esempio di incuria e cattiva gestione. Nonostante le grandi aspettative, ha avuto una durata brevissima, per usare un modo di dire nazional popolare, esattamente come la neve in aprile. Infatti dopo soli cinque mesi di attività, la struttura è stata chiusa a causa della pandemia, ma il vero problema è emerso successivamente: mancanza di manutenzione e gravi danni strutturali.

Il degrado visibile tra erba alta e silenzio
Ritorniamo sul posto per osservare e documentare lo stato dell'arte e con grande rammarico notiamo che è sempre più fatiscente. L'erba è altissima, le pareti iniziano a deteriorarsi in maniera drastica, all'interno si vede poco, non è possibile accedere per poter fotografare se non al di fuori del recinto, ovviamente. Si intravede un sedia, probabilmente usata per trasporto disabili o altro, non vorremmo scrivere delle inesattezze.

Il cartellone all'ingresso e spezzato dal tempo, dall'incuria, probabilmente dagli innumerevoli cicloni che quest'anno hanno colpito la città dei Bruzi. Quanti tornadi politici hanno colpito questa citta? Non si punta il dito su nessuno, ma è un colpo al cuore vedere il Planetario ridotto in queste condizioni.

Dopo la sua inaugurazione, incorniciata da artisti sospesi nel cielo, saltimbanchi, frizzi lazzi e varie ed eventuali, sono stati diversi i progetti avviati in accordo, anche, con l'Università della Calabria, dove giovani laureati gestivano soprattutto l'aspetto dedicato alla programmazione delle proiezioni che risultavano davvero, di grande impatto. E ora niente, il silenzio, il degrado, il nulla che si fonde con la rabbia dei cittadini e di chi attraversa la strada che porta al Planetario e osserva uno “sfregio sociale”. Possibile non si riesca ad intervenire?

Una risorsa da restituire alla città
Il Planetario avrebbe potuto rappresentare una risorsa economica e culturale per Cosenza. Le sue potenzialità di reddito lo rendevano appetibile per investitori privati, che avrebbero potuto ammortizzare i costi di riqualificazione in breve tempo. Da simbolo di crescita culturale a emblema dell’immobilismo amministrativo, il Planetario di Cosenza è oggi una delle tante opere pubbliche italiane lasciate nel degrado. Mentre le polemiche tra amministrazione e opposizione si intensificano, la città rischia di perdere definitivamente una risorsa unica.
Chiudiamo con l'immagine che abbiamo immortalato di un citofono, metafora di comunicazione tra le parti, chi si presenta e chi apre, chi chiede e chi risponde, c'è speranza che qualcuno possa aprire la porta della “volontà” di restituire una struttura del genere alla città? E anche questa volta diciamo: “ai posteri l'ardua sentenza”.
