La tragedia avvenuta ad Amendolara riporta al centro del dibattito politico il tema dello sfruttamento dei lavoratori agricoli e della lotta al caporalato. A intervenire è Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che ha annunciato il deposito della proposta di legge regionale denominata "Interventi per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura".

Secondo Barbuto, quanto accaduto rappresenta l'ennesima dimostrazione di una piaga che continua a colpire il settore agricolo e che richiede risposte immediate da parte delle istituzioni. La consigliera ha accolto positivamente la decisione del presidente della Regione Roberto Occhiuto di inserire il tema del caporalato all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale, sottolineando però la necessità di passare rapidamente dalle parole ai fatti.

Un sistema di incentivi per premiare le aziende che rispettano le regole

La proposta riprende un testo già presentato nella precedente legislatura e punta a costruire un modello fondato non solo sulla repressione delle irregolarità, ma soprattutto sulla prevenzione e sulla valorizzazione delle imprese che operano nel rispetto della legge.

Tra i punti centrali del provvedimento figura l'istituzione di un elenco regionale delle imprese agricole virtuose, riservato alle aziende che non abbiano subito condanne o sanzioni negli ultimi tre anni e che risultino in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi. Per queste realtà è prevista una premialità del 5% nell'accesso ai bandi regionali ed europei, con l'obiettivo di incentivare comportamenti corretti e favorire una concorrenza sana nel comparto agricolo.

Prevenzione, formazione e promozione della legalità

Il testo prevede inoltre il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, strumento nazionale che certifica l'assenza di irregolarità e promuove modelli produttivi trasparenti. Un ruolo importante verrebbe affidato anche alle organizzazioni sindacali, alle associazioni datoriali e al terzo settore, chiamati a collaborare nelle attività di sensibilizzazione e monitoraggio.

Particolare attenzione viene riservata alle campagne informative sui rischi del lavoro sommerso e dello sfruttamento, da realizzare attraverso i centri per l'impiego e l'Osservatorio sul mercato del lavoro. La proposta non comporterebbe nuovi costi per il bilancio regionale, facendo ricorso a risorse già disponibili attraverso fondi europei e nazionali.

L'appello alla politica regionale

Per Barbuto è arrivato il momento di imprimere una svolta concreta nella lotta al caporalato. La Calabria continua infatti a essere tra le regioni maggiormente esposte al fenomeno del lavoro nero in agricoltura, con pesanti conseguenze sia per i lavoratori sia per le aziende che operano nella legalità.

La consigliera ha quindi rivolto un appello a tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale affinché il provvedimento venga esaminato e approvato rapidamente. L'obiettivo dichiarato è costruire un modello agricolo fondato sulla legalità, sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sul sostegno alle imprese oneste, trasformando la tragedia di Amendolara in un'occasione per rafforzare gli strumenti di contrasto allo sfruttamento.