Ponte sullo Stretto, indagine per corruzione e segreto d'ufficio: perquisizioni tra Lazio e Calabria
La Procura di Roma indaga su presunti tentativi di condizionare il controllo della Corte dei Conti sul progetto definitivo dell'opera. Coinvolti un ex magistrato contabile, un avvocato e un imprenditore
La Procura di Roma ha avviato un'inchiesta per corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito delle procedure legate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Su delega dei magistrati, i Carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni nei confronti di tre persone: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, oggi in pensione, un avvocato già componente del Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un imprenditore.
Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero agito per influenzare l'esame di legittimità svolto dalla Corte dei Conti sul progetto definitivo dell'opera infrastrutturale.
Le ipotesi di pressioni sul giudice contabile
L'inchiesta ipotizza che l'avvocato e l'imprenditore abbiano cercato di ottenere un orientamento favorevole da parte del magistrato contabile, prospettandogli possibili incarichi in enti pubblici dopo il pensionamento. In cambio, secondo l'accusa, sarebbe stata richiesta una collaborazione finalizzata a favorire l'iter di approvazione del progetto.
Gli investigatori ritengono inoltre che vi siano stati tentativi di avvicinare altri magistrati considerati influenti ai fini della procedura e che sarebbero state divulgate informazioni riservate riguardanti le valutazioni interne della Corte dei Conti e l'andamento delle decisioni sull'opera.
Perquisizioni e sequestri tra Lazio e Calabria
Sempre secondo la ricostruzione della Procura, il magistrato indagato avrebbe fornito aggiornamenti costanti sugli sviluppi della procedura, sugli orientamenti dei colleghi e sulle discussioni interne relative all'esame del progetto. Gli inquirenti contestano inoltre la predisposizione di documentazione che avrebbe dovuto supportare gli interessi della società Stretto di Messina Spa.
Le perquisizioni sono state eseguite a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone. Nel corso delle attività sono stati sequestrati dispositivi elettronici e documenti che saranno ora analizzati dagli investigatori per verificare la loro rilevanza rispetto alle ipotesi di reato contestate. Va ricordato che le accuse sono al momento oggetto di indagine e dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.