Pd Cosenza, la guerra interna continua: botta e risposta sul caso Locanto
Un pezzo di Pd che diventa, agli occhi dell’altro, più scomodo del nemico stesso
Ahia, la guerra continua nel Partito Democratico cosentino.
Più che un dibattito politico a suon di comunicati, quello che sta andando in scena dentro il Pd somiglia ormai a un incontro di boxe: ad ogni gancio ricevuto arriva una risposta, ad ogni affondo segue un contrattacco, con l’obiettivo di riportare l’avversario all’angolo.
Solo che, questa volta, dall’altra parte non c’è un vero nemico politico. C’è un riflesso dello stesso partito. Un pezzo di Pd che diventa, agli occhi dell’altro, più scomodo del nemico stesso.
La frattura evidente dei due PD
La frattura interna al Partito Democratico cosentino appare ormai evidente, conclamata dalla costituzione del Pd Cosenza e dalla linea politica assunta nelle ultime settimane. Una serie di affondi netti, precisi, che hanno progressivamente alzato il livello dello scontro e finito per mettere sotto pressione il partito, ma soprattutto l’amministrazione comunale guidata da Franz Caruso.
L’ultimo episodio riguarda direttamente la vicesindaca Maria Locanto, finita nel mirino delle critiche e descritta dal Pd Cosenza con parole particolarmente dure, fino ad essere definita, secondo quanto riportato, «vacua e inutile». Un attacco che non sembra limitarsi alla valutazione dell’operato dell’amministrazione, ma che inevitabilmente introduce anche una questione politica più ampia: la richiesta, più o meno esplicita, di un cambio di rotta e quindi di una possibile sostituzione del vicesindaco.
Una pressione indirizzata direttamente a Franz Caruso e che si inserisce in un quadro ormai caratterizzato da tensioni sempre più difficili da nascondere. Ma, naturalmente, l’attacco non poteva rimanere senza risposta.
La replica
A replicare è l’altra ala del Pd, quella riconducibile al gruppo consiliare e al capogruppo Graziadio, che sceglie di rispondere punto per punto, ma soprattutto di contestare i toni utilizzati nei confronti della vicesindaca e dell’amministrazione.
«Avrebbe senso solo se in calce portasse la firma di Forza Italia o Fratelli d’Italia», sostiene il gruppo Pd, criticando quelli che vengono definiti «attacchi personali e sguaiati» rivolti a Maria Locanto.
Il gruppo consiliare contesta inoltre le critiche ritenute ingenerose nei confronti dell’amministrazione guidata da Franz Caruso e mette in discussione anche il contenuto delle proposte avanzate dal fronte interno al partito, definendolo «un elenco confuso di cose da fare, nel quale convivono questioni di competenza comunale e altre che con il Comune non hanno nulla a che vedere».
Due visioni diverse
È qui che il confronto interno al Pd assume una dimensione diversa. Da una parte c’è chi rivendica la necessità di una svolta, denunciando criticità e chiedendo un cambio di passo. Dall’altra chi difende il lavoro dell’amministrazione e respinge gli attacchi personali, accusando l’altra componente di assumere toni e posizioni che, più che rafforzare il Pd, rischiano di alimentarne ulteriormente le divisioni.
E così il paradosso è servito. Il Pd continua a discutere di sé mentre dovrebbe discutere della città. Continua a rispondere al proprio interno mentre fuori ci sono problemi, questioni amministrative e una maggioranza che avrebbe bisogno di una direzione politica univoca e chiara.
La guerra dei comunicati, intanto, continua.
Ogni nuovo attacco sembra soltanto confermare che questa frattura è diventata, a conti fatti, insanabile mentre il commissariamento del partito è alle porte. Insomma, il clima si surriscalda, i prossimi giorni si prospettano già infuocati, e questa, non è una metafora.
Davide Beltrano