La conferenza stampa di Car cash
La conferenza stampa di Car cash

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, con il supporto del 14° Battaglione Carabinieri Calabria di Vibo Valentia e della Stazione di Senago, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria. Il provvedimento, disposto su richiesta della Procura, ha portato all’arresto in carcere di sette indagati e agli arresti domiciliari per altri dieci, ritenuti responsabili, a vario titolo, di furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata e detenzione e porto abusivo di armi.

Un’indagine lunga e articolata nel quartiere Arghillà

L’attività investigativa, avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025, è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria, con il contributo della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria Catona e sotto il costante coordinamento della Procura. Le indagini hanno riguardato in particolare il quartiere Arghillà, interessato negli ultimi anni da una recrudescenza di reati contro il patrimonio. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, il gruppo agiva seguendo uno schema operativo collaudato: i veicoli venivano rubati in diverse zone della città e trasferiti rapidamente ad Arghillà, dove erano sottoposti a una veloce e professionale attività di smontaggio. In almeno due casi è stato documentato il cosiddetto “cavallo di ritorno”, con richieste estorsive ai proprietari per la restituzione dei mezzi.

Reati quotidiani, allarme sociale e impatto ambientale

Il Gip ha inoltre evidenziato come gli indagati adottassero sistematiche contromisure per eludere i controlli delle forze dell’ordine, informandosi reciprocamente sulla presenza di pattuglie nel quartiere. I reati sarebbero stati commessi con cadenza quasi quotidiana, senza interruzioni nemmeno durante le festività, sia di giorno che di notte. Alcuni episodi hanno coinvolto veicoli parcheggiati presso strutture ospedaliere e, in un caso, una troupe televisiva impegnata in un servizio giornalistico ad Arghillà. Particolare rilievo è stato attribuito anche all’impatto ambientale della continua “cannibalizzazione” dei veicoli, che avrebbe contribuito alla formazione di una discarica di carcasse a cielo aperto in un’area ad alta densità abitativa. Nel corso delle attività di riscontro sono state rinvenute numerose auto rubate, parti di ricambio e armi, poste sotto sequestro. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e il quadro indiziario è suscettibile di ulteriori valutazioni nelle successive fasi di giudizio.