Terremoto in Calabria, INGV: «Tra i più forti mai registrati dalla rete sismica»
Scossa di magnitudo 6.1 al largo di Amantea a 250 km di profondità. Stramondo: «Fenomeno legato alla subduzione della litosfera ionica»
È stato uno dei terremoti più forti registrati in Calabria da quando è attiva la rete sismica strumentale. La scossa avvenuta nella notte al largo della costa di Amantea, in provincia di Cosenza, si è verificata a una profondità di circa 250 chilometri nel Mar Tirreno meridionale. La prima stima di magnitudo 6,2 è stata successivamente rivista a 6,1 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha confermato la rilevanza dell’evento sismico per intensità e area interessata.
Il meccanismo geologico della subduzione
Secondo Salvatore Stramondo, direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV, il fenomeno è legato alla dinamica della litosfera ionica, la porzione di crosta e mantello superiore situata sotto il Mar Ionio e considerata uno dei frammenti più antichi dell’oceano Tetide, formatosi circa 250 milioni di anni fa. Questo blocco geologico tende a spingersi sotto l’Appennino calabro in un processo noto come subduzione, che rende l’area una delle zone a più alta sismicità del Mediterraneo. Un meccanismo già responsabile in passato di eventi significativi nella stessa area, come il terremoto del 2 ottobre 1743, stimato a magnitudo 5,1.
Profondità e propagazione delle onde sismiche
Anche i terremoti più recenti, come quelli del 1998 e del 2008 registrati nella stessa zona, hanno confermato la natura profonda della sismicità calabrese, con eventi localizzati tra i 270 e i 310 chilometri di profondità. Proprio la grande profondità del sisma di questa notte ha contribuito alla sua ampia percezione, avvertita in tutto il Mezzogiorno fino al Lazio, come mostrano i dati raccolti dal servizio INGV “Hai sentito il terremoto?”. Gli esperti sottolineano inoltre la necessità di potenziare le reti di monitoraggio, anche sui fondali marini, attraverso sismometri e collaborazioni con infrastrutture sottomarine per la trasmissione dei dati, su cui l’istituto sta già investendo.