Alta velocità in Calabria Tridico critica il piano regionale e il tracciato scelto
L’europarlamentare denuncia il rischio di esclusione territoriale e chiede una revisione del progetto per garantire sviluppo e collegamenti europei
L’europarlamentare critica il Piano regionale dei trasporti e chiede una revisione per garantire sviluppo ed equità territoriale
Un piano da 33 miliardi tra promesse e scelte contestate
È una posizione netta quella espressa dall’europarlamentare Pasquale Tridico, che interviene sul Piano Regionale dei Trasporti promosso dalla Regione Calabria. Secondo Tridico, il progetto da 33 miliardi di euro previsto nei prossimi vent’anni presenta numeri importanti, ma rischia di restare privo di una reale incisività sul territorio. Il nodo principale riguarda il tracciato dell’Alta velocità ferroviaria, che nel documento viene presentato con due opzioni – il corridoio tirrenico e quello autostradale via Tarsia – senza una scelta esplicita. Tuttavia, per l’esponente europeo, la direzione sarebbe già implicitamente definita, con una preferenza per il tracciato tirrenico, considerato meno complesso dal punto di vista tecnico, ma anche meno efficace in termini di sviluppo.
Il nodo dei corridoi e il rischio di un’opera incompleta
Nel suo intervento, Tridico sottolinea come il corridoio tirrenico rischi di trasformarsi in un semplice ammodernamento della linea esistente, più vicino a un restyling che a una vera infrastruttura ad alta velocità. Al contrario, il tracciato autostradale lungo l’asse dell’A2, passando per Tarsia, viene indicato come l’unico realmente in grado di sostenere standard europei, competere con il trasporto su gomma e contribuire alla riduzione del traffico e delle emissioni. Un progetto, quest’ultimo, su cui erano già stati investiti 35 milioni di euro per studi di fattibilità, oggi però messi da parte. L’europarlamentare richiama anche il tema dell’integrazione con i corridoi europei TEN-T, ribadendo la necessità di collegare la Calabria alle grandi reti infrastrutturali del continente, evitando soluzioni che restino isolate o di respiro locale.
Esclusione territoriale e richiesta di revisione del progetto
Uno degli aspetti più critici evidenziati riguarda l’impatto territoriale delle scelte in campo. Tridico denuncia il rischio che ampie aree della Calabria restino escluse dai benefici dell’Alta velocità, in particolare la provincia di Cosenza e il versante ionico, con centinaia di migliaia di cittadini potenzialmente tagliati fuori dalle principali direttrici ferroviarie. Una situazione che, secondo l’europarlamentare, non trova precedenti in Europa e che rischia di accentuare le disuguaglianze interne alla regione. Nel mirino anche l’atteggiamento della Regione, accusata di limitarsi a recepire le indicazioni di Rfi senza esercitare un ruolo attivo nelle scelte strategiche. Da qui la richiesta di rivedere la parte del Piano dedicata all’Alta velocità e di sostenere con maggiore determinazione il tracciato autostradale nei tavoli istituzionali nazionali. Per Tridico, la questione non è campanilistica, ma riguarda il futuro economico, la coesione territoriale e il pieno inserimento della Calabria nel sistema infrastrutturale europeo.
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