Sanità calabrese, Ranuccio: «Servono investimenti, personale e una vera strategia»
Il vicepresidente del Consiglio regionale interviene sulle criticità del sistema sanitario: dai presìdi di Melito Porto Salvo e Polistena alle liste d’attesa, fino ai conti delle Asp e al nodo del Piano di rientro
«La priorità delle priorità resta la sanità». Con queste parole il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, interviene sullo stato del sistema sanitario regionale, chiedendo una riflessione complessiva che vada oltre le singole emergenze territoriali.
Secondo Ranuccio, quanto sta accadendo in queste settimane in diversi presìdi calabresi evidenzia una difficoltà strutturale che richiede risposte chiare, investimenti mirati e una programmazione capace di affrontare le criticità ormai consolidate.
Il caso Melito Porto Salvo e le preoccupazioni su Polistena
Il vicepresidente richiama l’attenzione sulla delibera approvata dal Consiglio comunale di Melito Porto Salvo, con cui si chiede che l’ospedale “Tiberio Evoli” venga riconosciuto come ospedale spoke o, in alternativa, posto sotto la direzione del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
Una richiesta che, sottolinea Ranuccio, nasce anche dalla persistente carenza di personale e dalla necessità di dare prospettive a un presidio considerato fondamentale per l’Area Grecanica.
Nello stesso quadro si inseriscono le preoccupazioni per il futuro della Radiologia di Polistena, reparto che, pur operando con un organico ridotto e sottodimensionato rispetto ai carichi di lavoro, continua a garantire un numero elevato di prestazioni grazie all’impegno e alla professionalità del personale sanitario.
«La sanità territoriale non può sostituire gli ospedali»
Per Ranuccio, il rafforzamento della sanità territoriale attraverso Ospedali e Case della Comunità rappresenta una scelta condivisibile, ma non può essere considerato una soluzione alternativa al potenziamento della rete ospedaliera.
«Sarebbe un grave errore pensare che queste strutture possano compensare il progressivo indebolimento degli ospedali», afferma il vicepresidente del Consiglio regionale.
La vera emergenza, secondo Ranuccio, resta la carenza di personale. Senza medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari, nessuna riforma potrà produrre risultati concreti né garantire risposte adeguate ai cittadini.
Liste d’attesa e diritto alla salute
Un altro tema centrale è quello delle liste d’attesa. Ranuccio evidenzia come i cittadini si confrontino ogni giorno con tempi spesso incompatibili con il diritto alla salute, soprattutto per visite specialistiche ed esami diagnostici.
«Non possiamo accettare che l’accesso alle cure dipenda dalla possibilità economica di rivolgersi al privato», dichiara.
Il rischio, secondo il vicepresidente, è quello di una sanità a doppia velocità, nella quale chi può permetterselo accede rapidamente alle prestazioni, mentre chi non ha risorse economiche sufficienti resta bloccato in tempi di attesa troppo lunghi.
Conti in rosso e Piano di rientro
Ranuccio richiama poi le criticità economiche del sistema sanitario regionale. I bilanci 2025, secondo quanto evidenziato, confermano una sanità calabrese ancora in profondo rosso, con quasi tutte le Aziende sanitarie provinciali segnate da pesanti disavanzi.
L’unica eccezione sarebbe rappresentata dall’Asp di Reggio Calabria, che chiude con un lieve avanzo. Un dato che, per Ranuccio, impone una riflessione seria perché rischia di allontanare ulteriormente il traguardo dell’uscita dal Piano di rientro.
«Una cosa è il superamento del commissariamento, altra è riportare stabilmente in equilibrio i conti della sanità calabrese», sottolinea il vicepresidente del Consiglio regionale.
La richiesta alla Regione
Per Ranuccio, oggi serve una strategia chiara. La Regione deve indicare con precisione quale sia il piano per rafforzare i presìdi ospedalieri strategici, assumere il personale necessario e ridurre concretamente le liste d’attesa.
«È necessario investire con decisione nei presìdi ospedalieri strategici della Calabria, rafforzando realtà come Polistena e Melito Porto Salvo, assumendo il personale necessario e riducendo finalmente le liste d’attesa», conclude Ranuccio.
Una richiesta che rimette al centro il tema della programmazione sanitaria e della necessità di uscire da una gestione emergenziale, costruendo un sistema capace di garantire servizi efficienti, conti in equilibrio e piena tutela del diritto alla salute.