Cosenza, il Premio per la Cultura Mediterranea celebra la XX edizione
Due giornate tra letteratura, scienza e intelligenza artificiale. Attesi ospiti internazionali, premiati e oltre 300 studenti calabresi e lucani

Il Premio per la Cultura Mediterranea si prepara a celebrare la sua ventesima edizione con due giornate dedicate al dialogo tra culture, popoli e visioni del Mediterraneo. Un appuntamento promosso dalla Fondazione Carical che mette al centro i grandi temi del presente, dalla trasformazione dei linguaggi all’intelligenza artificiale, passando per il valore della letteratura e dell’informazione. Il programma prenderà il via giovedì 15 ottobre, alle ore 17, nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, con il convegno “Tra parole, immagini e algoritmi: nuovi linguaggi, nuove connessioni”. Interverranno il rettore dell’Unical Gianluigi Greco, il presidente della Fondazione Carical Giovanni Pensabene, il presidente del Premio Mario Bozzo, Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, Pietro Scarpino di NTT Data, la giornalista Giuliana Sgrena e l’artista Massimo Sirelli. A moderare l’incontro sarà Alessia Principe, giornalista di LaC News24.
Al Teatro Rendano la cerimonia di premiazione e i protagonisti del Mediterraneo
Venerdì 16 ottobre, alle 17.15, il Teatro di tradizione Alfonso Rendano di Cosenza ospiterà la cerimonia di premiazione 2026, durante la quale saranno proclamati i vincitori delle diverse sezioni del Premio. I riconoscimenti saranno assegnati dalla giuria internazionale, composta da intellettuali italiani e stranieri e presieduta da Mario Bozzo, mentre oltre 300 studenti delle scuole superiori calabresi e lucane parteciperanno alla scelta del vincitore della sezione Narrativa Giovani, dedicata alle opere prime capaci di raccontare il mondo delle nuove generazioni. La conduzione sarà affidata alla giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli. Tra gli ospiti d’eccezione figura Tahar Ben Jelloun, scrittore, poeta e saggista marocchino, vincitore della prima edizione del Premio nella sezione Società Civile insieme ad Amos Oz. Le terne finaliste attraversano ambiti diversi: dalla difesa dei diritti umani, con Oscar Camps, Nicolò Govoni e Taghi Rahmani, alle Scienze dell’Uomo, con Massimo Cacciari, Antonella Fioravanti e Marina Valensise. Per la Cultura dell’Informazione sono candidati Milena Gabanelli, Barbara Gallavotti e Yaroslav Trofimov; per la Traduzione Liljana Cuka Maksuti, Yasmina Mélaouah ed Elvira Mujčić. La sezione Narrativa vede in finale Gli antropologi di Ayşegül Savaş, Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci e La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta. Per Narrativa Giovani concorrono La grande sete di Erica Cassano, Malanima di Rosita Manuguerra e Bellagio di Monica Savaresi.
I premi speciali tra testimonianze, ricerca scientifica e intelligenza artificiale
La XX edizione assegnerà inoltre un Premio Speciale della giuria internazionale a Il mio cuore libero, la forza di una madre di Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese, pubblicato da Garzanti. Il Premio Speciale della Fondazione Carical sarà invece conferito a Marco Lavalle, scienziato originario di Tricarico, in provincia di Matera, impegnato negli Stati Uniti alla NASA come responsabile di progetto nel campo dell’ingegneria dei sistemi radar e dell’osservazione della Terra. Un riconoscimento che valorizza il contributo della ricerca scientifica e le competenze di un professionista legato al Mezzogiorno, oggi attivo in un contesto internazionale. La manifestazione conclusiva, curata dal direttore organizzativo e regista Stefano Bellu, riprenderà il filo conduttore del convegno inaugurale: l’intelligenza artificiale, tra opportunità e interrogativi. Letture, teatro, danza e musica accompagneranno il pubblico in un percorso dedicato al rapporto tra essere umano e tecnologia. Un finale che richiama il senso più profondo del Premio: fare della cultura uno spazio di incontro e confronto, capace di attraversare le differenze e offrire nuove chiavi di lettura del presente.