Gianluca Gallo
Gianluca Gallo

La tragica morte dei quattro braccianti agricoli ad Amendolara continua a suscitare reazioni nel mondo istituzionale. L'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, ha espresso vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, sottolineando la necessità che venga fatta piena luce sui fatti e che i responsabili siano perseguiti con fermezza. Allo stesso tempo, ha invitato a non estendere le responsabilità di quanto accaduto all'intero comparto agricolo o alla comunità calabrese. «Dobbiamo avere rispetto per le vittime e garantire giustizia, ma non può essere criminalizzata l'agricoltura calabrese né la Calabria», ha affermato.

La Regione pronta a costituirsi parte civile

Gallo ha confermato la volontà della Regione Calabria di costituirsi parte civile nel futuro procedimento giudiziario. Un'iniziativa che, nelle intenzioni dell'amministrazione regionale, vuole rappresentare un segnale concreto di vicinanza alle vittime e di contrasto a ogni forma di sfruttamento. L'eventuale risarcimento ottenuto verrebbe destinato a progetti e politiche finalizzati al contrasto del caporalato, al sostegno dei lavoratori migranti e al miglioramento delle condizioni di integrazione sociale e abitativa di chi arriva in Calabria in cerca di opportunità e dignità.

Le iniziative contro il caporalato e il disagio abitativo

L'assessore ha inoltre ricordato le azioni già promosse negli ultimi anni dalla Regione sul fronte della lotta allo sfruttamento lavorativo. Tra queste, l'istituzione di tavoli dedicati e la realizzazione di programmi come Supremo e Supremo Plus, avviati per superare le condizioni di degrado nelle aree più esposte al fenomeno del caporalato. Gallo ha citato anche i progetti di social housing destinati ai lavoratori agricoli, che prevedono incentivi alle aziende per il recupero di immobili da destinare a soluzioni abitative dignitose, favorendo così il superamento dei ghetti e dei dormitori informali. «Abbiamo dato risposte concrete – ha concluso – e non si può attribuire all'intero popolo calabrese la responsabilità di comportamenti che nulla hanno a che vedere con i valori della nostra terra».